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Case: con la manovra arriva l’imposta municipale propria, stangata sulle seconde case

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Il testo definitivo del decreto sulla manovra cosiddetta “Salva-Italia” è appena stato emanato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed entro stasera sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, prendendo valore di legge.
Uno dei punti più scottanti è costituito dai provvedimenti sulla casa, che anticipano al 2012 l’adozione della “Imposta municipale propria”, ovvero la vecchia Ici, che dal 2015 entrerà a regime e, unendosi successivamente con altre imposte comunali legate all’abitazione, si trasformerà in quella che già ci stiamo abituando a chiamare Imu, l’Imposta municipale unica.
Vediamo cosa dice il testo definitivo della manovra in materia di casa (Art.13). L’imposta riguarderà gli immobili di proprietà, comprese le prime case, e le loro pertinenze.
Quanto si dovrà pagare? Il calcolo del valore catastale degli immobili risulterà dalle rendite catastali attuali rivalutate del 5% e moltiplicate per i seguenti moltiplicatori:

a. 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;

b. 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

c. 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;

d. 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D;

e. 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.
Al valore catastale così ottenuto verrà applicata l’aliquota dello 0,4% nel caso dell’abitazione principale, e dello 0,76% nel caso di altro immobile. Si tratta dell’aliquota di base: i Comuni possono però decidere, con un potere discrezionale mai avuto in precedenza, di aumentare o diminuire (a seconda delle loro esigenze) le aliquote di base delle seconde case dello 0,3% e dello 0,2% quelle delle prime case. Dall’imposta per la prima casa, inoltre, si possono detrarre 200 euro, detrazione che può essere aumentata a discrezione del Comune di residenza.
Da notare che la detrazione è a carico dei Comuni, i quali dovranno già spportare ulteriori tagli ai fondi pubblici. E’ quindi fortemente probabile che la discrezionalità di aumento o diminuzione dell’imposta sulle case verrà esercitata in aumento.
Esenti dal provvedimento saranno i piccoli alloggi di periferia e le abitazioni le cui rendite rivalutate sono inferiori a 50 mila euro, mentre per le case in affitto sarà a discrezione dei Comuni l’applicazione dell’aliquota dello 0,4%. Sarà invece sulle seconde case la vera stangata: il rincaro dell’imposta arriverà anche al 75%.