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Casa: passata l’Imu è in arrivo una nuova stangata nel 2014?

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Prima è stata la volta dell’Imu, tassa introdotta nel 2012 che ha portato il malcontento diffuso tra gli italiani. L’Imu è stata quindi eliminata così come si era abituati a conoscerla ma è stata introdotta una nuova tassa in sostituzione, che tuttavia potrebbe portare gli italiani a pagare ancora di più rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda la prima casa. La nuova tassa è frutto della legge di Stabilità che si sta discutendo in questi giorni a Montecitorio e che potrebbe portare a ridurre i fondi che vengono annualmente destinati ai Comuni.

Se questa ipotesi dovesse avverarsi le casse comunali si ritroverebbero a dover fare i conti con una situazione di emergenza importante che potrebbe risolversi esclusivamente imponendo il pagamento della tassa sulla prima casa anche a coloro che con la precedente legge erano stati esentati.
Riducendo quindi l’aliquota alla soglia massima del 2,5 per mille, a differenza del 4 per mille previsto con l’Imu, i Comuni vedranno dimezzarsi i fondi, in considerazione anche del fatto che la maggior parte delle giunte comunali aveva già deliberato l’aumento dell’aliquota al 5 per mille, proprio per riuscire a fare cassa e uscire da situazioni di gravi crisi.

Bisogna andare a capire dove nasce il problema e la differenza tra queste due imposte: l’Imu uscente e la nuova Iuc. La nuova tassa sostanzialmente riduce le risorse a disposizione di sindaci e Comuni, che vengono destinate alle detrazioni dovute alle famiglie con i figli a carico: per capire meglio la situazione che si sta profilando all’orizzonte, la CGIA di Mestre ha effettuato un semplice calcolo basandosi sul prototipo di una famiglia classica italiana composta da due genitori e da due figli a carico.

Se viene presa in considerazione l’aliquota al 2 per mille questa famiglia a fine anno si troverà con una tassa sulla casa maggiorata di 101 euro rispetto all’anno precedente, mentre con l’aliquota al 2,5 per mille, che attualmente rappresenta il tetto massimo, la spesa arriva a toccare i 137 euro. Le uniche famiglie che potranno notare un certo miglioramento rispetto all’anno precedente saranno unicamente quelle che non hanno figli a carico o che, al massimo, ne hanno uno.

Stando così le cose, con la mancanza dei fondi ai Comuni, le detrazioni destinate alle famiglie vengono ridotte a soli 25 euro contro i 200 euro di base più 50 per ciascun figlio a carico previsti con il regime della vecchia Imu. Questa situazione sembra aver creato un malcontento generale non solo tra la popolazione, stanca della continua pressione fiscale che nonostante i sacrifici sopportati continua ad aumentare, ma anche nei palazzi del Governo dove il governo Letta viene sollecitato da più parti a trovare una soluzione per garantire le necessarie entrate ai Comuni.

Il 2014 comincerà quindi con il piede sbagliato sotto il punto di vista delle tasse, anche perché bisognerà pagare quella che viene chiamata mini-Imu e che altro non è se non la differenza tra l’aliquota imposta dai Comuni e il rimborso erogato dallo stato sulla base dell’aliquota standard. Subito dopo gli italiani avranno a che fare con un’altra tassa, chiamata Tasi: se l’anno scorso le famiglie esentate dal pagamento dell’Imu erano il 25%, quest’anno la loro quota si è ridotta al 10%.