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La carta Unicredit non salva la galassia Ligresti. Domani l’ora della verità con il cda straordinario

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Schiaffo del mercato a Fondiaria Sai & Co. nel primo giorno di primavera. Anche la carta Unicredit non è riuscita a risollevare le sorti della compagnia della famiglia Ligresti, neanche in Borsa. Secondo l’ultimo tam di mercato, Ligresti e la banca di Piazza Cordusio potrebbero raggiungere un accordo sulla ristrutturazione del capitale di FonSai: Unicredit potrebbe emettere un nuovo prestito a Ligresti e sottoscrivere un nuovo aumento di capitale di Fondiaria sai. Ma il mercato non ha apprezzato. Nel dettaglio l’istituto milanese sarebbe pronto a sostenere la ricapitalizzazione di Fondiaria, mediante la sottoscrizione, da sola o in compagnia di altri istituti, del 7% del capitale.

 

L’iniezione di capitale dovrebbe essere superiore a 460 milioni stabiliti in precedenza, considerando che la perdita di fine esercizio, stando ad alcune stime in circolazione, potrebbe toccare 600 milioni, ben al di sopra di 431 milioni realizzati nei nove mesi. Dall’operazione Premafin dovrebbe uscirne diluita, dall’attuale 41,6% al 34% circa: cederà in sostanza parte dei diritti d’opzione a Unicredit e parteciperà parzialmente all’aumento. Una prospettiva che ha fatto cedere a Fondiaria Sai il 3,76% a 6,785 euro, a Milano Assicurazioni il 4,30% a 1,179 euro, mentre si è salvata Premafin che ha strappato un +0,83% a 0,611 euro. Performance che la dicono lunga su quanto il mercato non veda di buon occhio le novità.

 

Nelle sale operative girava voce che l’aumento di capitale di FonSai sarà a 4 euro, ma al di là dei giochi della speculazione è la soluzione Unicredit a far riflettere gli operatori. “Non è la soluzione migliore, anche se potrebbe funzionare”, hanno segnalato gli analisti di Cheuvreux, confermando il rating outperform su Fondiaria con target di 8,80 euro. “Se l’indiscrezione dovesse trovare conferma, potrebbe essere una notizia negativa perché permetterebbe alla famiglia Ligresti di mantenere il controllo della compagnia”, hanno aggiunto. “Si tratterebbe in sostanza di una mossa squisitamente politica, che dal punto di vista finanziario non avrebbe molto senso”, è l’idea degli esperti della banca francese.

 

“Tuttavia, sarebbe una misura temporanea per tamponare l’urgenza in cui versa il gruppo, mentre Unicredit dal canto suo potrebbe rafforzare le risorse di FonSai e della Milano Assicurazioni, forse dopo un periodo di risanamento. E dopo tutto questo la governance dovrebbe uscirne materialmente migliorata”. Anche secondo Equita il nuovo piano prospettato peggiora leggermente il quadro per Fondiaria, “perché farebbe sparire l’appeal speculativo e perché l’aumento di capitale sarebbe di dimensioni maggiori”, mentre peggiora notevolmente quello su Milano Assicurazioni perché “dai rumour di cessione si è passati ad un aumento di capitale finalizzato al rafforzamento patrimoniale del gruppo”.

Per Intermonte che oggi ha abbassato il giudizio a underperform da outperform su Milano Assicurazioni l’ipotesi che questa starebbe pensando ad un aumento di capitale da 200 milioni di euro, nonostante un margine di solvibilità atteso nel 2010 intorno al 160%, è molto probabile. E il motivo è lampante: la ricapitalizzazione sarebbe funzionale al solo margine di solvibilità consolidato di Fondiaria-Sai. All’ora della verità potrebbe mancare poco. Domani è previsto un CdA straordinario da cui emergeranno ulteriori dettagli sull’operazione.