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Carrefour: scossa all’oligopolio “mobile” in Italia, pronto un gestore virtuale

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E’ possibile in Italia insidiare e rompere i monopoli e le oligarche economiche varie che ingessano ampi settori dell’economia? Non è facile rispondere a questa domanda, perché l’apertura dei mercati alla concorrenza è frutto di un mix ben calibrato di assetti legislativi, capacità di governo e controllo, di idee vincenti delle società che si gettano nell’arena della competizione. E a conti fatti, il Belpaese resta ancora un paradiso delle rendite di posizione come più volte hanno lamentato le associazioni dei consumatori e le stesse Authority indipendenti, che devono attivarsi sempre più per cercare di “educare” i mercati al libero gioco della domanda e offerta. Ultimamente le proposte migliori per cercare di cambiare gli status quo dell’economia, in alcuni settori caldi, sono arrivati dal mondo della grande distribuzione organizzata (gdo), che ha la forza dei grandi numeri quando si parla di clienti, ai quali è disposta a offrire sempre un maggior numero di servizi. Il caso della Coop è il più emblematico: la battaglia per aprire agli scaffali le medicine da banco ha rappresentato una felice novità molto apprezzata dai consumatori, sempre più attenti al prezzo dei farmaci, e molto meno dal governo, che ha preferito per il momento lasciar cadere la proposta forse anche per non infastidire la potente lobby dei farmacisti. Anche il sogno della Conad di avere una rete di stazioni di servizio a marchio proprio, sulla falsariga dei consoci francesi di E.Leclerc che la hanno implementata con successo insperato, è meritevole di attenzione e dovrebbe aprire il dibattito anche sull’argomento “bolletta energetica”.
E proprio da una grande della gdo francese, presente in massa in Italia, potrebbe arrivare una novità inattesa decisa a scalfire la foresta pietrificata della telefonia mobile italiana. Secondo quanto risulta a Finanza.com, infatti, il colosso Carrefour, quotato alla borsa di Parigi e proprietario nella Penisola delle insegne Gs e Diperdì, oltre che degli ipermercati a marchio proprio, sarebbe intenzionato a creare un operatore virtuale nel settore dei cellulari, in partnership con la belga Effortel che si occuperà degli aspetti tecnologici, in grado di fornire tutti i normali servizi di telefonia che si trovano in commercio. Un deciso passo avanti, e tutta un’altra prospettiva, rispetto alla semplice distribuzione di prodotti di altre società. Una innovazione per carte sim e ricariche di quello che sarebbe il primo private label dell’sms.
La possibilità di creare un operatore cosiddetto “virtuale”, cioè non proprietario di reti ma che compra è rivende unità di comunicazione, non è esclusa in Italia, e lo stesso presidente dell’Autorità per le telecomunicazioni Corrado Calabrò proprio lo scorso 3 giugno aveva ricordato che “per quanto riguarda l’operatore virtuale se faranno le proposte noi le esamineremo. Non c’è nessuna chiusura”, anche se questa tipologia non è stata ancora regolamentata. Al momento si sa che solo Albacom (British Telecom) ha pensato ad una cosa del genere in Italia, ma la proposta non sembra sia arrivata all’Authority.
Qualora arrivasse il via libera di Calabrò non dovrebbero esserci più ostacoli regolamentari, e la società incaricata di gestire i servizi (una joint venture Carrefour-Effortel) dovrebbe preoccuparsi trovare un fornitore all’ingrosso di queste unità di comunicazione, da rivendere sotto forma di servizi annessi e connessi (anche la portabilità del numero per coloro che vogliano mantenere il proprio vecchio) e carte sim proprie al supermercato. Bisogna quindi convincere uno dei grandi gestori a vendere parte della propria capacità di trasmissione, così come succede anche nella telefonia fissa per tutte le società che si appoggiano alla rete Telecom per acquistare capacità di banda. Quanto sarà facile? Impossibile dirlo, perché non si sa se gli attuali gestori faranno fronte comune contro “lo straniero”. Per trovare un fornitore all’ingrosso Carrefour ed Effortel si sono dati tempo qualche mese e, secondo le indiscrezioni raccolte, già ad ottobre-novembre di quest’anno la jv potrebbe partire con l’offerta commerciale se venisse trovato il venditore. L’obiettivo? Il 5% del mercato italiano. Fila alle casse permettendo.