Il caro petrolio affonda il made in Italy, record negativo per bilancia commerciale

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Non accadeva da 13 anni. E’ record negativo per la bilancia commerciale che, nei primi cinque mesi, registra il peggior risultato dal 1992: meno 6.227 milioni di euro contro un disavanzo di 2.724 milioni dello stesso periodo 2004. A maggio le esportazioni sono cresciute dell’8,9% e le importazioni dell’11%. Subito il governo, attraverso il viceministro Adolfo Urso, fa notare che l’aumento dell’export non compensa il peso dei prodotti energetici, visti che questi rappresentano la metà dell’import. Bisogna perciò operare a livello Ue, verso i produttori affinché si riduca il prezzo del petrolio. E più in generale occorre compensare la nostra politica energetica aprendola a nuovi orizzonti, nucleare compreso. Il caro petrolio dunque si fa sentire. Da noi come altrove. Ed è Alan Greenspan, responsabile della Federal Reserve americana, ad ammettere che la crescita economica è minacciata dai rincari del greggio anche se quella Usa resta robusta.