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Carney non ha fretta di alzare i tassi, domani riflettori puntati su Wellington

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Non abbiamo fretta di aumentare il costo del denaro. È quanto ha dichiarato il governatore della Bank of England (BoE) Mark Carney nel corso di un’audizione parlamentare. I miglioramenti registrati dall’economia britannica nelle ultime settimane hanno favorito il pound in scia del convincimento che la BoE si troverà costretta a incrementare il costo del denaro prima del previsto.

“Abbiamo fornito una guidance -ha detto Carney nel corso dell’audizione- su come riteniamo i tassi andranno normalizzati, quando sarà tempo di normalizzarli”. Secondo quanto dichiarato dalla BoE, una discesa del tasso di disoccupazione sotto quota 7% farà scattare il dibattito su quando incrementare il costo del denaro. L’indice nel quarto trimestre ha fatto segnare in primo incremento dal febbraio 2013 passando al 7,1 al 7,2 per cento.

Una volta iniziato il processo di normalizzazione, serviranno “diversi” innalzamenti del costo del denaro prima del ritiro del piano di stimoli monetari da 375 miliardi di sterline. Secondo il consenso degli analisti contattati da Bloomberg a fine anno il cambio tra il pound e il biglietto verde si attesterà a 1,62$, il 2,6% in meno rispetto agli 1,6637 dollari attuali.

Tempo di incrementare il costo del denaro anche dall’altra parte del mondo, in Nuova Zelanda. Domani alle 21 italiane la Reserve Bank of New Zealand (Rbnz) potrebbe annunciare un incremento del tasso benchmark dal 2,5 al 2,75 per cento. “C’è la necessità di normalizzare i tassi di interesse e prevediamo di farlo presto”, aveva detto al termine del precedente meeting Graeme Wheeler, numero uno della Rbnz.

In trepidante attesa, il dollaro neozelandese (soprannominato kiwi) la scorsa settimana ha spinto l’incrocio con il dollaro statunitense fino a 85,22 centesimi, il livello maggiore dallo scorso 22 ottobre, mentre il cross con la moneta unica è sceso fino a 1,6192 nzd, il livello più basso dal 20 novembre. Per quanto riguarda l’incrocio con il biglietto verde, “la resistenza chiave -rileva Ipek Ozkardeskaya, Market Analyst di Swissquote Europe- si trova a 0,8544 (massimo 22 ottobre 2013), seguita da 0,8676 (massimo del 2013)”.

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