Cariverona si ferma allo 0,5% del Banco Popolare, Caselli delinea la strategia per Bper

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 31/01/2011 - 11:20
Quotazione: B P EMILIA ROMA
Quotazione: BANCO POPOLARE

Ancora 12 giorni e terminerà il periodo per sottoscrivere l'aumento di capitale da 2 miliardi di euro lanciato dal Banco Popolare. Il prossimo 11 febbraio, infatti, si potranno conoscere meglio i cambiamenti all'interno della compagine azionaria dell'istituto scaligero maturati nel corso della ricapitalizzazione. La Fondazione Cariverona ha deciso, stante l'attuale normativa che limita allo 0,5% l'ingresso delle fondazioni nel capitale delle popolari, di investire circa 20 milioni di euro (0,5% del capitale) nell'aumento del Banco.
 
L'ente veronese ha inoltre espresso l'intenzione di voler salire fino al 5% nel momento in cui cambierà la normativa vigente. Tra le altre fondazioni, anche Caritorino ha deliberato di salire allo 0,5% del Banco Popolare e nei prossimi giorni, secondo Intermonte, "dovrebbero investire anche altri enti tra cui Lucca, Carpi, Modena e Imola". A Piazza Affari il titolo del Banco Popolare soffre meno dei competitor lasciando sul parterre solamente lo 0,10% a 2,56 euro.

Un'altra banca al centro dei riflettori del mercato è la Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Durante il fine settimana, infatti, il Sole 24 Ore ha pubblicato un'intervista ad Ettore Caselli, il nuovo presidente dell'istituto emiliano. Il neo chairman ha auspicato che le Fondazioni possano entrare nel capitale delle banche popolari oltre il limite dello 0,5% per supportare le attività di prestiti nei mercati locali. Inoltre, Caselli ha ribadito che Bper non necessita di un aumento di capitale per fronteggiare le nuove regole di Basilea 3, soprattutto grazie ad una esposizione limitata verso le attività finanziarie e d'investimento.
 
Secondo Banca Akros, che conferma la raccomandazione accumulate sul titolo Bper, l'impatto di Basilea 3 sui coefficienti patrimoniali della banca emiliana è di "circa 100-150 punti base". Il presidente Caselli ha inoltre sottolineato che la domanda di crediti da parte delle aziende rimarrà debole, che il focus nei prossimi anni sarà ancora incentrato sul contenimento dei costi e che per i prossimi due anni non sono previste operazioni di M&A.

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