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CariFirenze entra nell’orbita di Intesa Sanpaolo

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L’annuncio ufficiale è arrivato solo ieri in serata ma era nell’aria da tempo. Intesa Sanpaolo rileverà il 40,3% di CariFirenze, con la previsione di una successiva Opa sulle azioni ancora in circolazione.


 

Il gruppo guidato da Corrado Passera rileverà il 40,3% della banca toscana dalle fondazioni azioniste (il 32% da Ente Cassa Firenze, l’8% dalle fondazioni di Pistoia e La Spezia) offrendo in contropartita il 3,3% di azioni proprie e successivamente lancerà un’Opa obbligatoria sul 41,1% del capitale dell’istituto toscano a 6,73 euro. Sulla base del rapporto di concambio il titolo Carifirenze viene dunque valutato 6,73 euro, contro i 6,5 euro della chiusura di martedì (ultimo giorno di quotazione dopo la sospensione di ieri). L’Opa obbligatoria sarà lanciata alle medesime condizioni economiche.


 


Con lo scambio azionario cambieranno non solo gli assetti di controllo di Carifirenze ma anche quelli interni a Intesa. L’Ente Cassa Firenze già possiede lo 0,7% della superbanca e al termine dell’operazione salirà al 4%, diventando uno dei grandi azionisti del gruppo milanese. Lo stesso presidente del consiglio di gestione di Intesa, Enrico Salza, ha parlato di un ingresso “tra i soci stabili” e di “un nuovo prestigioso azionista che si è riconosciuto nella strategia che, partendo dal territorio, si ripropone di ottenere risultati significativi”. L’ente fiorentino manterrà inoltre il 10,3% di Carifirenze.


 


A livello operativo per Intesa l’operazione significherà un incremento della quota di mercato in Toscana dal 5 al 20%. CariFirenze diventerà nella pratica la sub-holding del gruppo Intesa nell’Italia centrale, dove controllerà 12 aziende di credito e 900 sportelli. Le sinergie previste entro il 2010 ammontano a 185 milioni di euro (65% dai costi, 35% dai ricavi), anche se i costi una tantum sfioreranno una cifra molto prossima.