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Cardnet Group, questione di ore per il D-Day

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Potrebbe essere finito il purgatorio del titolo Cardnet Group, sospeso ormai dal 25 giugno in attesa di un comunicato della società. Questa sera o, al più tardi domani mattina, il consiglio d’amministrazione della società si riunirà per fare il punto della situazione sul futuro del gruppo attivo nella produzione e gestione di smart card. All’ordine del giorno il nuovo piano industriale, che dovrà essere tarato sull’attuale situazione, non facile, del comparto nel quale opera la società. Il nuovo piano sarà sicuramente ridimensionato rispetto al precedente, e potrebbe contenere un’importante novità, la chiusura dello stabilimento di Iglesias, attivo nella produzione di smart card. Non sarà una decisione facile. Lo stabilimento, costruito con soldi pubblici, si è rivelato sovradimensionato rispetto all’attuale domanda, e la società che risulta titolare dell’impianto (Cardnet spa, interamente controllata da Cardnet Group), ha una posizione debitoria pesante, sia verso le banche, sia nei confronti dei fornitori e dei dipendenti, che non ricevono lo stipendio da mesi. Lo studio legale Erede sta cercando di sbrogliare il bandolo della matassa, ovvero trovare una soluzione che garantisca alla capogruppo Cardnet Gruop di sganciarsi dall’impianto (che incide per un 15% del fatturato ma pesa maggiormente a livello di costi) senza esporre la famiglia Camilleri, proprietaria di circa il 57% del capitale, agli appetiti dei creditori. In sostanza si tratterebbe di scongiurare il fallimento mediante un meccanismo simile a quello del “Chapter 11” presente nei codici americani, che consente alle società in difficoltà di evitare di essere aggredite dai creditori. In Italia, dove non esiste qualcosa di simile, alcune società come Giacomelli e Opengate hanno chiesto l’amministrazione controllata. Una possibilità che seppure remota, non è da escludere. L’ideale sarebbe la chiusura tout court, trovando le risorse, e l’accordo con sindacati e governo locale, per sostenere i costi di ristrutturazione, ma i debiti già accumultati non lasciano molto spazio alle scelte percorribili.