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Capitalia, lo zampino di Colaninno nella pace Arpe-Geronzi

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Matteo Arpe resterà ben saldo al timone di Capitalia. Sovvertendo ogni pronostico della vigilia, che dava l’amministratore delegato del gruppo capitolino spacciato, un colpo di scena maturano nella convulsa giornata di ieri ha rimesso tutto in discussione. Dopo un lungo colloquio con Roberto Colaninno, azionista della banca e membro del patto di sindacato, Arpe ha preso carta e penna per scrivere una lettera di chiarimento. “Le confermo che tutte le persone di Capitalia si sono comportate in buona fede – ha scritto l’a.d. di Capitalia – e a nome loro e mio mi scuso se, per qualsiasi errore compiuto, non è apparso chiaro ed evidente”. La svolta è arrivata dopo mezzogiorno, quando Arpe, accompagnato dal pacificatore Colaninno, si è recato nell’ufficio romano di Geronzi per un faccia a faccia di tre ore. Poi i due si sono recati insieme alla riunione del patto di sindacato a Geronzi ha accolto ufficialmente le scuse del suo scudiero. Una soddisfazione che si è subito trasferita sul mercato con il titolo Capitalia schizzato in alto del 4% circa. Comunque, scampata la possibilità che Arpe venisse sfiduciato, ora è prevista una modifica alla governance con le scelte strategiche che dovranno passare obbligatoriamente dal presidente.