Capitalia e Mediobanca ancora sotto la lente di Piazza Affari

Inviato da Carlotta Scozzari il Mer, 07/02/2007 - 08:41
Quotazione: MEDIOBANCA
Quotazione: CAPITALIA

Il mercato continua ad accendere i riflettori su Capitalia e Mediobanca. Dopo l'exploit di ieri effettuato dalle due azioni, che, all'interno del listino dell'S&P/Mib40, hanno corso sfruttando le indiscrezioni di stampa, questa mattina i quotidiani rilanciano con nuovi rumor e nuove voci, che, c'è da scometterci, movimenteranno la giornata delle due società alla Borsa milanese. Ieri sia Capitalia sia Mediobanca hanno fermato le negoziazioni con un rialzo di circa un punto percentuale, pungolate dalle indiscrezioni di stampa che parlavano di grandi manovre finalizzate ad arginare lo strapotere della neonata Intesa Sanpaolo e del suo presidente, Giovanni Bazoli. Il punto di partenza sarebbe l'equilibrio azionario di Capitalia e proprio per questo motivo il presidente, Cesare Geronzi, si starebbe dando da fare nelle trattative con gli spagnoli del Santander, in chiave anti-Abn Amro (che ha già in mano una quota pari al 7,68% della banca romana). Pare che il Santander di Emilio Botin, sia del tutto intenzionato a salire nel capitale della banca romana e, soprattutto, pare che il presidente, Cesare Geronzi, sia disposto a lasciarglielo fare.

Le indiscrezioni di giornata continuano su questa strada e ipotizzano che l'accoppiata formata da Vincent Bolloré e dallo stesso Botin insieme con alcuni altri soci internazionali avrebbe già rastrellato una partecipazione nell'ordine del 10-15% dell'istituto guidato da Matteo Arpe. L'imprenditore bretone e amico di Antoine Bernheim (presidente di Generali) ieri ha confermato di avere convinto lui stesso il numero uno del Santander, Botin, a entrare nell'istituto presieduto da Geronzi (tra l'altro amico di Bolloré). La mossa sarebbe finalizzata appunto a garantire l'indipendenza di Capitalia, che, tra l'altro, è prima azionista di Mediobanca insieme con Unicredit. Non a caso, già all'interno dell'azionariato di Piazzetta Cuccia l'asse Bolloré-Botin con i soci internazionali ha vincolato nel patto di sindacato una quota pari al 10%. L'idea sarebbe quindi quella di replicare nella banca romana l'equilibrio già costruito all'interno di quella milanese, anche per evitare "assalti" e fastidiose interferenza esterne, evitando nel contempo di fare acquisire forza e potenza alle altre banche concorrenti, Intesa Sanpaolo in primis.

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