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Capitalia mantiene il self control, gestori e fondi accumulano il titolo

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Capitalia cerca di mantenere il self control. Il titolo dell’istituto guidato da Cesare Geronzi si muove sul filo della parità (-0,03%) a quota 2,965 euro. Tonici i volumi: sono infatti passati di mano 17 milioni di pezzi contro una media giornaliera delle ultime trenta 12,2 milioni di pezzi. E’ una Capitalia da guinness quella che si vede sul listino da qualche settimana. L’azione è passata a quotare da fine agosto su livelli a 2,40 euro ed è letteralmente partita da 2,60 euro, tanto che oggi l’azione è arrivata a toccare 3 euro tondi. E il bello è che la corsa non sembra ancora giunta alle battute finali a sentir gli operatori. Ma come mai tutto questo sprint sul titolo capitolino? “Capitalia non era nei portafogli di molti investitori”, spiega un trader. “Da quando sono stati resi noti i dati di bilancio e il pericolo Trevi è evaporato gli operatori hanno riscoperto Capitalia. La maggior parte degli operatori probabilmente sta capendo che non ha senso tenerla sotto il book. La leva su Capitalia è infatti enorme e non mi stupirei se nel breve l’azione arrivasse a quotare a 3,3-3,5 euro. I fondi continuano ad accumulare azioni Capitalia e i gestori a prendere posizioni”, dice l’esperto. “Sembra poi che la fusione Capitalia e Antonveneta sia quasi fatta, che manchi solo l’ok della Banca d’Italia”, aggiunge un’operatrice. Dunque orecchie ben aperte. “Questa notizia permetterebbe un ulteriore re-rating di Capitalia. Tutti i titoli bancari trattano 1,5 volte il price sul book, solo Capitalia tratta a un multiplo di una volta. Il multiplo di Antonveneta è di 1,9 volte. A Capitalia spetterebbe in dote un bell’upside”, conclude l’esperta.