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Capitalia: il fil rouge tra Arpe e Groenink si è spezzato

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Lo scontro ai vertici di Capitalia era nell’aria da tempo, ma da qualche giorno ha subito un’accelerazione. Il presidente del gruppo romano, Cesare Geronzi, ha chiesto la testa dell’amministratore delegato, Matteo Arpe. Dissapori, vecchie gelosie ma non solo sarebbero alla base della richiesta del dominus della banca. Che non sarebbe il solo a vedere con il fumo negli occhi il giovane manager che è stato capace di compiere il miracolo Capitalia. Anche il file rouge tra Matteo Arpe e Rijkman Groenink, il banchiere calvinista che guida Abn Amro, si è spezzato agli inizi di febbraio quando il Banco Santander guidato da Emilio Botin e il finanziere Vincent Bollorè confermano di essere entrati in Capitalia con un 2% a testa. Poco prima dell’annuncio – questa è la tesi che verrà presentata oggi dal banchiere olandese secondo indiscrezioni raccolte da La Repubblica – il giovane manager che ha rimesso in carreggiata i conti di Capitalia ha tentato l’ultimo tradimento ai danni del presidente Cesare Geronzi. Arpe è andato da Botin e gli ha proposto di lanciare l’Opa su Abn Amro facendo di un sol boccone anche tutte le partecipazioni italiane del gruppo, dal 100% di Antonveneta al 10% di Capitalia. Lui, Arpe, avrebbe dato il via libera all’operazione e si sarebbe proposto come l’uomo operativo forte al cospetto di Don Emilio.