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Capitalia e Fiat tra le stelle dell’S&P

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All’interno del paniere delle 40 blue chip italiane ancora in primo piano Capitalia (+2,24%), per più ordini di motivi. Il consiglio di amministrazione dell’istituto romano ha approvato la relazione trimestrale consolidata al 31 dicembre del 2005, che ha mostrato un utile netto più che triplicato a 1.028 milioni di euro. Alla luce del risultato registrato, in sede di approvazione del bilancio per l’esercizio 2005, riunione prevista per il prossimo 20 marzo, l’amministratore delegato, Matteo Arpe, intende proporre la distribuzione di un dividendo di 0,20 euro per azione, pari a un rendimento di circa 3,5% della media dei corsi degli ultimi 30 giorni e 2,5 volte il dividendo distribuito l’anno scorso. La stampa finanziaria inoltre ha parlato di Capitalia come “crocevia del riassetto bancario italiano”. Mentre infatti resterebbe congelata un’unione di forze con Intesa, negli ultimissimi giorni sono circolati con particolare insistenza i nomi di SanPaolo Imi e di Mps. Infine, nel pomeriggio è rimbalzata la notizia del collocamento da parte di Credit Suisse First Boston di un pacchetto contenente 29 milioni di azioni dell’istituto capitolino al prezzo unitario di 6,52 euro. Bene anche Mediolanum, in scia ai “soliti” rumour di un deal con Capitalia (ci sarebbe anche Mediolanum tra le papabili), e Fiat (+3,35%), sui nuovi massimi dal mese di dicembre del 2002. In forma smagliante poi Saipem, che ha beneficiato del nuovo rialzo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali delle materie prime. Tra i peggiori titoli dell’S&P si segnalano invece FastWeb e Seat Pagine Gialle, che comunque non hanno fatto registrare cali particolarmente rilevanti.