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Caos Mps: la Bce dice no a proroga su tempi aumento, si va verso intervento dello Stato

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Doccia gelata dalla Bce per Mps. Il supervisory board dell’istituto centrale europeo ha respinto la richiesta del Monte dei Paschi di Siena di una proroga dei tempi dell’aumento di capitale, rendendo pertanto la via di mercato della ricapitalizzazione praticamente impossibile. L’istituto senese aveva chiesto nei giorni scorsi una proroga dei termini per completare l’aumento di capitale fino al 20 gennaio rispetto al termine di fine 2016 indicato dalla Bce. Adesso l’ipotesi di un intervento pubblico si fa sempre più strada con l’ad di Mps, Marco Morelli, che oggi ha nuovamente incontrato il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan.

Violenta la reazione del mercato con il titolo Mps sprofondato fino a -15% con diverse sospensioni per eccesso di ribasso. Debolezza che ha coinvolto tutto il settore bancario italiano con ribassi vicini al 5% per Unicredit, Banco Popolare e Bpm.

Adesso dovrebbe entrare in gioco in tempi molto brevi il Tesoro con un intervento statale “precauzionale”. In pratica lo Stato potrebbe subentrare al consorzio di garanzia dell’aumento e procedere all’azzeramento dei bond subordinati convertendoli automaticamente in azioni. Conversione obbligatoria di titoli per oltre 4,2 mld di euro con un occhio di riguardo per i bond subordinati in mano alla clientela retail (esposta per circa 2 miliardi). Dall’operazione rimarrebbero escluse le obbligazioni senior, altrimenti coinvolte in caso di bail-in. Il decreto del Tesoro potrebbe essere pronto già a inizio settimana prossima in modo da calmare subito i timori del mercato.