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Campari: utili trimestrali in forte calo, delude Mol e risultato operativo. E la Borsa punisce il titolo

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Campari non passa la prova dei conti con il mercato che punisce il titolo a Piazza Affari in scia al forte calo degli utili e al deludente margine operativo lordo e risultato operativo. Tengono solo i ricavi, in crescita rispetto ad un anno fa, ma solo grazie all’acquisizione di Lascelles deMercado. L’azione sul Ftse Mib scivola fra le ultime posizioni con un ribasso del 2,76% a 5,995 euro.

Nel primo trimestre del 2013 Campari ha registrato un calo del 25,4% dell’utile netto prima delle imposte a 39,4 milioni di euro contro i 52,8 milioni riportati nell’analogo periodo dell’anno scorso. In crescita del 12,9% i ricavi che si sono attestati a 315,2 milioni di euro rispetto ai 279,3 milioni dei primi tre mesi del 2012 (+14,5% a cambi costanti), grazie soprattutto all’acquisizione di Lascelles deMercado, che ha portato un +23,4% nelle vendite. Il fatturato ha battuto le attese degli analisti di Bloomberg ferme a 310,1 milioni di euro. Lo stesso non si può dire per il margine operativo lordo (Ebitda) che nel periodo in esame è ammontato a 61 milioni di euro, in flessione del 12,6% dai 70,1 milioni di dodici mesi fa e contro una stima di 65,9 milioni degli esperti mentre il risultato operativo (Ebit) è sceso del 17,6% a 51,5 milioni rispetto ai precedenti 62,4 milioni e ai 60,1 milioni previsti. L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2013 è stato pari a 914,1 milioni di euro, in peggioramento rispetto agli 869,7 milioni di fine dicembre 2012.

Buone nuove dalle Americhe, con le vendite del gruppo, pari al 45,1% delle vendite totali, che hanno registrato una crescita complessiva del 66,7%. Male invece il mercato italiano che, con un peso del 23,8% del totale, ha riportato una variazione totale negativa per il 26,2%.

“I risultati del primo trimestre 2013, tradizionalmente un periodo di bassa stagionalità, sono stati deboli – ha commentato , amministratore delegato del gruppo dell’analcolico biondo – principalmente a causa della contingente riduzione delle scorte attuata dai distributori in Italia a seguito dell’introduzione di disposizioni legislative restrittive in termini di pagamento. Questo fenomeno ha, tra l’altro, determinato un significativo deterioramento del sales mix e ulteriormente amplificato l’impatto negativo della debolezza dei consumi locali. Per contro, abbiamo conseguito risultati molto positivi nell’area delle Americhe, grazie al perdurare del trend positivo negli Stati Uniti e al miglioramento in America Latina, e nell’Est Europa (in particolare in Russia)”.

Per quanto riguarda il futuro, la società conferma le sue previsioni: “In particolare – si legge nel comunicato – ci aspettiamo che l’evoluzione dei trend di consumo e la potenziale persistenza di condizioni metereologiche sfavorevoli in Italia e in altri mercati europei costituiscano le principali sfide alla nostra capacità di recuperare il calo delle vendite del primo trimestre nel corso della restante parte dell’anno”.