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Cambiamenti in vista per il Gruppo Coin

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I numeri sono positivi ma la vera accelerazione è avvenuta soprattutto nel secondo semestre 2006. Ha esordito così il numero uno del gruppo Coin, Stefano Beraldo, nel presentare il bilancio degli scorsi dodici mesi alla comunità finanziaria e alla stampa. La società veneta ha archiviato l’esercizio precedente con le vendite in crescita del 5,6% a 1.116,7 milioni di euro rispetto al 2005. In aumento anche il margine operativo lordo (Ebitda) che si è attestato a 114,8 milioni di euro (+24,7%) rispetto al corrispondente periodo del 2005 di 92,1 milioni. Dopo sette anni il gruppo torna in utile. Il risultato netto positivo è stato pari 10,3 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto consolidato al 31 gennaio 2007 è pari a 251,2 milioni in miglioramento di 23,6 milioni rispetto al 31 gennaio 2006.


Inoltre, il consiglio di amministrazione del gruppo Coin ha approvato – come si legge nel comunicato diramato dalla società – un Term Sheet contenente una proposta da parte di un pool di banche europee per la concessione di linee di credito in sostituzione di quelle attualmente in essere. È stata prevista una linea di credito a medio lungo termine per un importo massimo di 270 milioni di euro che si compone di due tranches. Il nuovo finanziamento prevede un generale miglioramento delle condizioni contrattuali con particolare riferimento a quelle finanziarie.

Durante la conferenza stampa, le bocche sono rimaste cucite sulle prospettive future. “Siamo a metà del nostro percorso – ha spiegato Stefano Beraldo, amministratore delegato del gruppo. Il nostro intento è di continuare in questa direzione, puntando sempre di più al miglioramento dei risultati”. Sul fronte dividendi, l’idea di Beraldo è quella di convincere i soci a reinvestire gli utili nell’apertura e nel restyling dei negozi.

Ma la presentazione del bilancio 2006 è solo un pretesto: nel gruppo Coin si respira, infatti, aria di cambiamenti. È in corso una vera e propria evoluzione che riguarderà Oviesse, la prima azienda italiana di abbigliamento fast fashion, che prenderà il nome di Ovs Industry. L’obiettivo è quello di svecchiare il marchio, con l’intento di evolvere il linguaggio senza però perdere i caratteri e i valori distintivi che si basano sulla solidità. “Il gruppo ha un grosso asset – ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo veneto – per questo motivo noi ci proponiamo come produttori e commercianti. Dallo sviluppo del capo al post vendita: un valore aggiunto che oggi come in passato non è stato sempre sfruttato”. Per far funzionare il tutto, l’idea portata avanti è stata quella di lavorare sui processi, sul prodotto, sulla logistica: non solo in un’ottica di efficienza ma anche di crescita.
Secondo Beraldo, il nuovo concetto da portare avanti è quello di industria. Per questo motivo si deve puntare al luogo che deve essere in grado di offrire la cosiddetta shopping experience.


Un nuovo posizionamento che si traduce in un nuovo concept di negozi ma anche, sempre per quanto riguarda Oviesse, nella collaborazione con Elio Fiorucci, lo stilista italiano sinonimo di originalità e tendenza. Una collaborazione che si è concretizzata nella realizzazione di due novità: Baby Angel e Selected by Elio Fiorucci. Due linee diverse che portano avanti un’idea, quella della moda al giusto prezzo. “In Italia, manca una catena di negozi che unisca agli elementi della moda attuale a una buona qualità ed eleganza – ha dichiarato lo stilista Elio Fiorucci”.