Cambia la tassazione sulla casa, arriva la Trise. Esborso medio inferiore a somma di Imu e Tares

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 16/10/2013 - 09:48

Dal prossimo anno gli italiani dovranno fare i conti con la Trise, nuovo tributo sui servizi comunali che andrà a sostituire sotto sembianze diverse l'Imu e la Tarsu/Tares. La Legge di Stabilità varata ieri dal Consiglio dei Ministri ha confermato le anticipazioni degli ultimi giorni con l'abolizione dell'Imu sulla prima casa e della Tares (ex Tarsu). Al loro posto la Trise che si suddividerà in Tari (tariffa sui rifiuti) e Tasi (tassa sui servizi indivisibili). La prima sarà a carico dei proprietari, mentre sulla Tasi i Comuni potranno chiedere il pagamento  anche da parte degli inquilini per una quota massima del 30%. L'aliquota base della Tasi sarà dell'1 per mille rispetto al 4 per mille dell'Imu sulla prima casa.
Il versamento del Trise potrà essere effettuato in quattro rate trimestrali con i Comuni che potranno  variare la scadenza e il numero delle rate di versamento. E' consentito il pagamento in unica soluzione.

Esborso medio di 366 euro
Le prime simulazioni per soppesare l'impatto della nuova tassazione sulla casa rispetto alle sue precedenti versioni parlano di un conto ancora abbastanza salato. Secondo i calcoli effettuati dalla Uil la Trise costerà 366 euro sulla prima casa considerando un nucleo familiare di 4 persone e un'abitazione di 100 metri quadri. La tassa si suddividerà in 257 euro per la Tari e 109 per la Tasi. Totale in aumento rispetto ai 281 medi del 2013, ma in calo rispetto ai 450 euro del 2012 quando gli italiani pagarono l'Imu sulla prima casa.
Stesse conclusioni dai calcoli dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, ossia il nuovo tributo sui servizi comunali in vigore dal prossimo anno comporterà per i proprietari di prima casa un aggravio di imposta sulla casa rispetto a quest'anno considerando che l'IMU sulla prima casa è stata abolita per l'anno 2013. Invece si pagherà in meno rispetto al 2012. Da ricordare che l'Imu continuerà ad esistere come imposta sulle seconde case.
Su una abitazione di tipo civile (categoria A2), con una superficie di 114 metri quadrati (valore medio nazionale) e una rendita catastale di 625 euro, nel 2014 il proprietario dovrebbe versare 369 euro (264 euro di rifiuti più 105 euro di Tasi). Ovvero, 71 euro in più rispetto al 2013, ma 147 euro in meno di quanto pagato nel 2012. Se si tiene conto anche della composizione familiare, aggiunge la Cgia, il beneficio rispetto al 2012 diminuisce al crescere del numero dei figli, in quanto l'Imu prevedeva una detrazione di 50 euro per ogni figlio residente. I calcoli sono stati fatti ipotizzando un'aliquota all'1 per mille per la Tasi.
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