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Cambi: Citigroup, dollaro stretto tra due importanti forze

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Il mare del cambio euro dollaro è stato burrascoso tra fine 2004 e inizio 2005. La moneta europea è infatti salita velocemente fino a toccare 1,366 per poi tornare bruscamente sotto 1,33. Un andamento che ha fatto sobbalzare non pochi operatori ma che ha una spiegazione precisa. “Molte società europee che esportano negli Usa hanno dovuto chiudere, entro fine anno, le posizioni ancora aperte in dollari e questo ha causato lo scivolamento della valuta americana per un eccesso di offerta” ha commentato l’esperto di cambi di Citi Fx (Citigroup) Gianmarco Salcioli. “Passata la fine d’anno il mercato ha trovato un maggiore equilibrio e i profit taking sull’euro hanno contribuito a rafforzare il dollaro che potrebbe tornare anche vicino a quota 1,30”. Cosa succederà nei prossimi mesi? “Ci sono due forze contrapposte che guidano al momento il biglietto verde. La prima, tendente a indebolirlo sempre più, è rappresentata dai deficit gemelli americani, che nessuno pensa diminuiranno in modo significativo. La seconda, che dovrebbe sostenerlo, è rappresentata dalle aspettative circa il rialzo dei tassi di riferimento della Federal reserve, che dovrebbe continuare nella sua politica dei ‘piccoli passi’ così come ha fatto per tutto il 2004. Tassi compresi tra il 3,5 e il 4% non sono irreali a fine 2005, tenendo conto che i centri studi governativi pensano che a questi tassi l’inflazione prima o poi si riaccenderà e che quindi la politica monetaria restrittiva non ha alternative Oltreoceano. Se queste sono le aspettative, il mercato pensa già che il differenziale tra rendimenti dei bond Usa ed Europa sarà così ampio per fine anno che non si possa rinunciare a riallocare parte delle risorse verso il debito americano. E questo processo dovrebbe portare sostegno al dollaro. Quale di queste due forze sarà vincente? Penso quella che ha spinto giù il biglietto verde finora. E a fine anno l’euro potrebbe anche valere 1,40. Una situazione difficile per l’Europa, ma non preoccupante Oltreoceano dove non la valuta non sono la prima preoccupazione dell’amministrazione Bush. Ciò che interessa a Tesoro e Fed è che il biglietto verde non sia preda di volatilità e di bruschi cali, che potrebbero allarmare in ultima istanza coloro che devono continuare a finanziare il deficit americano acquistando i bond a stelle s strisce. Penso principalmente ai colossi asiatici, che coprono il deficit americano e, d’altro canto, finanziano la loro crescita del Pil con immense esportazioni proprio negli Usa. Un sistema dal quale è esclusa l’Europa, che in questo momento lo subisce”.

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