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Cambi: Bsi, potenziale rialzista per l’euro nel breve medio termine

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L’euro potrebbe beneficiare almeno nel breve-medio termine del restringimento della forbice dei tassi attesi, ma nel lungo periodo, soprattutto in conseguenza della forza dell’economia statunitense, il cambio euro dollaro potrebbe tornare quantomeno in orbita 1,20. Questo in sintesi quanto si legge nelle Forex Forecast diffuse oggi da Bsi. “Il cambio EUR/USD da inizio anno ha viaggiato su un trend moderatamente ascendente – si legge nel documento – rigettando il minimo di medio
termine toccato lo scorso novembre (livello 1.167). Questa ripresa dell’euro ha secondo noi a che fare con l’inizio, da
parte della BCE, di un’attività di replica ai continui aumenti del tasso d’interesse da parte della Fed. Al momento, sembra
vi sia più visibilità su un sentiero di restrizione monetaria progressiva in EUR12 che negli States, dove gli operatori
stanno già scommettendo su un prossimo termine dell’ormai maturo processo di restrizione monetaria. Quindi, la forbice
dei tassi d’interesse attesi sta cambiando abbastanza significativamente tra il 2005 e 2006, in senso favorevole all’euro.
Siccome ci attendiamo che la Fed si fermerà (almeno una pausa) dopo il possibile aumento del tasso guida al 5%, a
maggio, mentre la BCE potrebbe continuare su quel sentiero, vediamo un potenziale rialzista per EUR/USD nel brevemedio-
termine”. Ma su un orizzonte temporale più esteso le previsioni della banca ticinese abbandonano il riferimento al differenziale dei tassi per ritornare a considerare fattori fondamentali: “Nel più lungo-termine il nostro modello di equilibrio – fanno sapere da Bsi – suggerisce che un tracollo del dollaro è
improbabile, a meno che l’economia collassi o vi sia un forte aumento nel deficit estero. Al momento tale deficit è
finanziabile, grazie al progressivo intervento di banche centrali asiatiche e ai flussi di investimento verso un’economia
che offre “ritorni” sull’investimento competitivi. Inoltre, l’emergere di dubbi sulla tenuta di mercati emergenti dovrebbe
essere elemento di supporto per il dollaro, visto il probabile flight to quality, in quello scenario. Alla luce di tutto ciò, e in
un futuro in cui la crescita economica USA continua ad eccedere quella eurolandica, prevediamo un ritorno di EUR/USD
a 1.20 e probabilmente oltre, nel 2007″.