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Cambi: analisti, continueranno le pressioni sul dollaro

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“Si continua a pensare che un allargamento del deficit delle partite correnti degli Stati Uniti porterà a un indebolimento del dollaro, ma vi sono altri fattori che lasciano presagire che le pressioni sul biglietto verde non siano destinate a spegnersi molto in fretta”. Così si esprimono gli analisti di un ufficio studi interpellato da Spystocks sugli scenari del mercato valutario nel prossimo futuro. Secondo gli analisti il dato di venerdì scorso sui nuovi occupati, particolarmente positivo, avrebbe dato il via a speculazioni circa un nuovo incremento della domanda interna negli Usa e quindi a una futura crescita delle importazioni che allargherebbe ulteriormente il disavanzo della bilancia commerciale. Oltre a ciò vi sarebbe quanto fatto presente dal Financial Times, secondo cui le banche centrali di Cina, India e Russia starebbero procedendo a una riallocazione delle riserve valutarie, cosa che avrebbe già portato al disinvestimento di attività Usa. Ultimo fattore determinante la debolezza del dollaro viene individuato nelle emissioni di Treasury che a partire da oggi e fino a mercoledì prossimo inonderanno il mercato per 51 miliardi di dollari. Dall’ufficio studi fanno infine notare che le posizioni nette lunghe speculative sull’euro/dollaro hanno raggiunto al 2 novembre un nuovo massimo storico.