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Calzature made in Italy: il peggio potrebbe essere alle spalle

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Il 15 marzo aprirà i battenti l’edizione di primavera del Micam Shoevent, il salone internazionale delle calzature di livello alto e medio-alto, per tenerli su fino al 18 marzo. L’evento si terrà nel nuovo polo fieristico di Fiera Milano-Rho, che farà spazio a 1.654 espositori che presenteranno le collezioni per l’autunno-inverno 2007/2008. Oltre alla presenza sempre più massiccia delle imprese italiane, è sempre più consistente anche quella degli stranieri, con 530 espositori, in arrivo soprattutto da Spagna, Portogallo, Regno Unito, Francia, Brasile e Turchia.


La conferenza stampa per la presentazione della manifestazione è stata una occasione per cercare di capire come si sta comportando il made in Italy limitatamente al settore scarpe. “Le cifre di preconsuntivo 2006 – ha affermato il presidente dell’Associazione nazionale calzaturifici italiani (Anci), Rossano Soldini – sebbene non siano ancora soddisfacenti mostrano segnali di minore sofferenza e negatività. La caduta dei volumi produttivi è rallentata rispetto agli anni recenti e, se misurata in valore, la produzione risulta in crescita sul 2005. Le prime stime di preconsuntivo, infatti, calcolano un calo nei volumi dell’1,5%, per una produzione complessiva di 246,5 milioni di paia, mentre in valore si dovrebbero raggiungere i 7.225,2 milioni di euro, in crescita del 3,6% rispetto al 2005. I dati dunque, sempre stando alle parole pronunciate da Soldini, sembrerebbero indicare che il peggio è passato.

Tuttavia, resta più di un motivo di preoccupazione. Ad esempio, guardando all’andamento delle esportazioni, nei primi 11 mesi del 2006 e sull’analogo periodo dell’anno prima, si riscontra che l’export italiano è sceso dell’1,4% in volume (228,1 milioni di paia), accompagnato però da un aumento del 6,4% in valore, per un totale di 6.050 milioni di euro. “Nella seconda parte dell’anno – ha commentato Soldini – c’è stato effettivamente un recupero anche se l’ottimismo resta cauto. Se infatti l’export del trimestre settembre-novembre ha fatto segnare un incoraggiante +5,4%, il singolo mese di novembre ha chiuso in rosso rispetto all’analogo mese del 2005”.


Di contro, l’import è cresciuto del 10,8%, sospinto ancora una volta dalla Cina, che, forte del +130% del triennio 2002-2004 e del +29% del 2005, ha fatto segnare un balzo del 14,3%. In notevole aumento anche l’India, con un incremento del 34%. A riguardo il presidente dell’Anci ha fatto sapere che i risultati ottenuti a seguito di una analisi condotta presso il Cimac su un campione di poco meno di 200 paia di calzature importate in Italia dal Sud est asiatico ha evidenziato componenti che non rispettano i requisiti previsti dalla vigente legislazione europea, e quindi dannosi per la salute dei consumatori. L’Anci ha informato della cosa il ministero della Salute, che ha comunicato che dal primo giugno verranno effettuati regolari controlli per i prodotti importati, in attuazione del nuovo Regolamento comunitario Reach. “Le sostanze nocive – ha aggiunto Soldini – riguardano tutte le componenti della scarpa, dal colore al pellame, ma non posso dire di più né divulgare dati. Attendiamo che dal primo giugno parta la nuova iniziativa del ministero”.