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Il calo dei rendimenti obbligazionari crea opportunità

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Di seguito pubblichiamo un commento di mercato a cura di Tim Haywood, gestore del JB Absolute Return Bond Fund. Per l’esperto le tradizionali strategie di investimento “buy and hold” in questo contesto di mercato non rappresentano più l’alternativa migliore per gli investimenti nel reddito fisso. A suo avviso la minaccia incombente di un aumento dei tassi d’interesse in alcune aree del globo favorisce più che mai un approccio di investimento attivo. Questo per avere la flessibilità di sfruttare le opportunità che si presentano in molti tipi di mercati e con molti tipi di strumenti.

In un contesto in cui l’80% delle obbligazioni disponibili nel mondo rende meno del 4%, anche le tradizionali strategie “buy and hold” daranno rendimenti modesti per gli investitori del reddito fisso. La buona notizia è che i gestori attivi che perseguono strategie “absolute return”, come noi, hanno accesso a un più ampio numero di strumenti; ciò ci permette di prendere esposizione ai movimenti del mercato in modi non tradizionali.

Alcuni dei rendimenti migliori degli ultimi anni sono giunti da obbligazioni che avevano registrato perdite significative nei due anni precedenti. Dopo la torrida estate del 2013, un numero significativo di mercati emergenti potrebbe ora inserirsi in questo trend di recupero. I mercati obbligazionari emergenti sono stati colpiti duramente e le economie emittenti stanno adesso crescendo in maniera più lenta di quanto previsto. Per gli investitori in obbligazioni in valuta locale si tratta di uno sviluppo interessante, in quanto i tassi ufficiali raggiungeranno probabilmente un picco a livelli inferiori e potrebbero anche diminuire, migliorando così i rendimenti disponibili per gli investitori del reddito fisso.

Sud Africa, Brasile e Messico sono i paesi che presentano le opportunità migliori nell’ambito di questi parametri. Tuttavia, invece di limitarci ad acquistare titoli di Stato locali, nel JB Absolute Return Bond Fund stiamo cercando di trarre il meglio dalla curva dei rendimenti tramite swap su tassi d’interesse.

Poiché un default è poco probabile, il costo della protezione da tale eventualità è attualmente molto ragionevole, un po’ come comprare un ombrello in una giornata di sole. Nella parte corta del portafoglio stiamo pertanto aggiungendo ulteriore protezione creditizia, visto che i costi continuano a diminuire. Ciò ci dà la flessibilità di tutelarci da risultati societari deludenti, nonché da fusioni alimentate dai debiti e da tensioni dovute ai bilanci. Sul versante dei titoli sovrani, questo ci aiuta a proteggerci da shock politici come quelli a cui abbiamo assistito in Egitto e in Ucraina.

Gli investitori possono acquistare strumenti convenienti che li tutelino dall’inflazione europea per i prossimi tre anni all’1%. Per questo, qualora l’inflazione media superasse tale soglia nel periodo in questione, gli investitori ne trarrebbero vantaggio. Stiamo sfruttando questa opportunità per costruire un’esposizione in tale area in quanto riteniamo che, mentre sussiste la possibilità che l’inflazione in Europa scenda nel breve termine al di sotto di tale valore, successivamente essa potrebbe raggiungere livelli molto più elevati.

Con la minaccia incombente di un aumento dei tassi d’interesse, è più importante che mai affidarsi a un approccio d’investimento attivo, per avere la flessibilità di sfruttare le opportunità che si presentano in molti tipi di mercati e con molti tipi di strumenti, e per poter costruire in tal modo un portafoglio ben strutturato e diversificato. Utilizziamo i derivati per investire sul versante short, affinché il fondo possa guadagnare non solo quando i rendimenti salgono, ma anche quando gli spread del credito si allargano e le obbligazioni registrano una sottoperformance. Il continuo successo del fondo deriva dalla nostra filosofia di base di “acquistare obbligazioni e acquistare protezione”, che ci permette di tutelarci dagli aumenti futuri dei tassi d’interesse, dall’inflazione, da un’eventuale ripresa dei default e dalle oscillazioni valutarie.