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Calano morti sul lavoro, -14,7% decessi in Italia nel 2016. Gli uomini sono il 93,6%

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Calano i casi di morti sul lavoro in Italia anche se il fenomeno si conferma su numeri molto preoccupanti.
Sono questi i dati che si traggono da un’analisi condotta dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering sulla base di dati INAIL.
Secondo questo rapporto nei 12 mesi del 2016 le vittime in occasione di lavoro sono ammontate a 749, mentre quelle in itinere a 269 unità.
Numeri decisamente allarmanti (circa 2,7 morti al giorno) anche se in costante contrazione rispetto al 2015 quando si erano registrati 878 casi di incidenti mortali in occasione di lavoro, ben 129 casi in più del 2016, pari ad una riduzione del 14,7%.

Analizzando la situazione da un punto di vista territoriale, il poco invidiabile primato spetta all’Emilia Romagna con 87 i decessi, seguita dal Veneto e dalla Lombardia con 86 morti bianche ciascuna. Bene la Valle d’Aosta che ha concluso il 2016 con nessuna vittima.

Il Sud Italia rimane la macro area più colpita con 164 vittime e un indice di incidenza sugli occupati pari al 47,7%, seguito dal Nord Est con 120 casi e un’incidenza del 39,2%.

A livello provinciale, Roma risulta essere il capoluogo con più casi di infortuni mortali sul lavoro con 35 decessi, seguita da Vicenza con 24 casi.
Matera si posiziona in prima posizione nel 2016 con un valore di incidenza sugli occupati.

I casi di morte sul lavoro in Italia per settore economico, evidenziano ancora una volta come sia il settore delle costruzioni l’ambito che conta nel 2016 il maggior numero di morti con 109 casi, pari al 14,6% del totale dei casi di morte in occasione di lavoro, seguito dalle attività manifatturiere con 101 decessi, pari al 13,5% del totale.
L’analisi per nazionalità mostra come nel 2016 ci sono stati 115 stranieri deceduti, il 15,4% del totale.
Passando al genere si registrano 48 donne coinvolte in infortuni mortali (il 6,4%), contro i 701 uomini (93,6%).
La fascia d’età compresa tra i 45 e i 54 anni, è quella che risulta essere più coinvolta nei casi di mortalità con 249 vittime.