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E’ caccia grossa su Enel, istituzionali in azione?

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E’ caccia grossa su Enel. Il titolo del colosso energetico segna un rialzo dello 0,88%, scambiando a quota 6,74 euro, ben sopra il prezzo massimo della forchetta per l’opv fissato dal Tesoro a 6,64 euro. Vivaci i volumi: sono, infatti, già passati di mano 43 milioni di pezzi contro una media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 32,4 milioni di pezzi. Chi si aspettava sedute in rosso per acquistare il titolo a sconto è rimasto deluso, per il momento. “E’ tutta la settimana che Enel sale in Borsa. I collocatori stanno cercando di tirare il titolo su, al prezzo massimo, per fare uno sconto artificiale al pubblico retail piazzando Enel magari a 6,40-6,45 euro”, spiega Mauro Maritano, responsabile Private Banking di Ifigest. Ma c’è anche il discorso investitori istituzionali. “Gli istituzionali italiani potrebbero non avere molto interesse ad aderire all’opv perché sono già coperti di Enel, non gli esteri. Enel è infatti visto come un surrogato di un bond che offre uno yield elevato a fronte di un rischio limitato. E sono dell’idea che la richiesta degli istituzionali esteri non mancherà”, conclude Maritano. Gli fa eco un operatore. “Probabilmente gli istituzionali messi di fronte a una riduzione della quota destinata a loro, si stanno facendo sotto per paura di rimanere fuori”, dice l’esperto. “Retail ed esteri faranno la parte del leone nel collocamento Enel3. Sul mercato ho sentito che la quota destinata al retail potrebbe essere addirittura portata all’80% contro un 20% destinata al mercato professionale”.