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C’è ancora chi sogna di entrare nell’area Euro: il caso della Lettonia

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Di seguito pubblichiamo un commento di Egle Fredriksson, gestore dell’East Capital Baltic Fund di East Capital. L’esperto della società di gestione indipendente, specializzata e leader nei mercati finanziari dell’Est Europa e Cina, evidenzia come la Lettonia abbia presentato nel corso del mese di febbraio la propria richiesta di adozione dell’euro. A detta di Fredriksson, le buone basi dell’economia balcanica dovrebbe consentire alla Lettonia di beneficiare dei vantaggi derivanti dall’adozione dell’Euro.

Il 31 gennaio, il parlamento lettone ha votato per l’adozione dell’Euro; la richiesta all’Unione Europea è stata presentata nel mese di febbraio. La Lettonia è attualmente uno dei pochi paesi in Europa che rispetta ampiamente i dettami di Maastricht. Il suo deficit di bilancio 2012 è pari all’1,5% del PIL, il debito pubblico lordo è solo il 38% del PIL, mentre l’inflazione è appena del 2,2%.

Molti si chiedono perché la Lettonia dovrebbe unirsi ad un’Eurozona alle prese con la crisi. La Lettonia è una piccola economia, flessibile, aperta e diversificata già dominata dall’Euro a cui  è ancorata da lungo tempo la moneta nazionale, il Lats.

Durante la crisi finanziaria la Lettonia ha chiaramente dimostrato come la sua economia flessibile sia in grado di adeguare le proprie spese senza ricorrere alla svalutazione per risolvere i suoi problemi. Quindi, non avendo gli stessi problemi dei paesi in difficoltà dell’Eurozona, la Lettonia sarà in grado di beneficiare abbastanza dei vantaggi derivanti dall’adozione dell’Euro: una maggiore credibilità, riduzione dei costi, una maggiore integrazione e, il più importante di tutti, l’accesso al finanziamento internazionale.

Le implicazioni positive dell’adesione all’Eurozona per una piccola economia in salute sono già state dimostrate dal caso dell’Estonia, che ha adottato l’Euro nel gennaio 2011 e da allora è stata una delle economie a più rapida crescita in Europa.

L’ingresso nell’Euro Zona è solamente uno dei motivi per i quali continuiamo a essere positivi sul mercato Baltico. Lo scorso anno i Paesi Baltici sono cresciuti ai ritmi più alti dell’UE, il PIL lettone è cresciuto del 5,6% nel 2012, quello della Lituania del 3,6% e quello dell’Estonia del 3,2%. Si prevede che questa crescita annua resterà molto solida intorno al 3,5-4%. La Borsa estone lo scorso anno è stata tra le migliori al mondo, registrando un aumento del 41%. Da inizio anno anche il mercato azionario baltico è forte, essendo arrivato a guadagnare il 6,4%.

Osserviamo gli ottimi risultati delle società baltiche quotate, che hanno registrato lo scorso anno una crescita degli utili aggregati del 28% – molto meglio di quanto ci aspettassimo. Tra i vari settori, favoriamo le società collegate al consumo, che l’anno scorso hanno registrato la crescita più forte degli utili (+43%) sulla scia della ripresa della domanda interna.