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C. Beauchamp: i target contenuti nel Piano irlandese sono alquanto improbabili

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Dopo una seduta all’insegna della debolezza, che aveva portato la moneta unica fino a 1,3286 dollari, l’euro riprende coraggio in scia delle parole della Merkel e sale in quota 1,3376. In crescita anche il cambio con lo yen, a 111,82. Nel corso della seconda parte il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha rassicurato i mercati dichiarando che “nessun Paese dell’Eurozona dovrà ristrutturare il debito”, dicendosi “più fiduciosa ora nell’Eurozona che a primavera”. La Merkel ha poi sottolineato che la Germania (contrariamente a quello che pensano in molti), vuole un euro forte e per raggiungere questo obiettivo è “pronta ad agire in solidarietà”.

Per quanto riguarda l’Irlanda, Christopher Beauchamp di IG Markets rileva come il piano di austerità presentato ieri sia “finito sotto attacco per le eccessive aspettative ottimistiche sull’economia irlandese”. “Le previsioni vedono una crescita del 2,75% dal 2012 al 2014, ma se si considerano i tagli salariali, la riduzione alla spesa del sistema assistenziale e l’aumento fiscale, tali previsioni risultano alquanto improbabili”.

A questo proposito il Ministro delle Finanze di Dublino, Brian Lenihan, in uno slancio di entusiasmo è arrivato a definire le stime contenute nel documento “prudenti”, definendo la manovra “razionale e sensibile”. L’analista rileva come il Markit iTraxx Senior Financials Index, conosciuto come “il termometro dei timori delle banche”, ha raggiunto quota 158,5, il livello maggiore dalla crisi greca.

La moneta unica guadagna terreno anche contro la sterlina, con l’eurgbp a 0,8482, che perde terreno nel cross con il biglietto verde, con il cable in calo a 1,5767 dollari. In mattinata il governatore della banca d’Inghilterra Mervyn King ha detto che la BoE è pronta ad intervenire a seconda dell’andamento dei prezzi, rilevando comunque che il rischio di inflazione è “ampiamente bilanciato”. Meglio delle attese nella prima parte i dati Cbi (Confindustria britannica) relativi le vendite al dettaglio di novembre, con l’indice che si è attestato a 43 punti percentuali, dal 36% precedente (consenso 34%).