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C. Beauchamp: sulla moneta unica continuano a pesare i timori di contagio

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Dopo un minimo di seduta fatto toccare a 1,3284, la buona intonazione dei listini azionari ed alcune indicazioni macroeconomiche riportano l’euro-dollaro a 1,3370. Sull’euro, come rileva Christopher Beauchamp di IG Markets, pesano i timori di un effetto contagio, “gli investitori continuano a temere che la crisi irlandese possa turbare anche altri paesi della UE”. Il miglioramento del sentiment degli operatori è ben evidenziato dall’andamento dei listini europei, che hanno chiuso nei pressi dei massimi di seduta. Bene anche Wall Street che vede in questo momento lo S&P salire dell’1,3%.

Ma il merito è anche di alcune indicazioni macro, prima tra tutte la contrazione di 32 mila unità a 407 mila messa a segno dalle nuove richieste di sussidio, contro un dato sostanzialmente invariato pronosticato alla vigilia dagli analisti. Ai massimi da giugno la fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan, che a novembre ha mostrato un progresso a 71,6 punti. Sempre in ambito macro, sotto le stime le vendite di nuove case (283 mila), le spese ed i redditi (+0,4 e +0,5%), il PCE core (+0,9% annuo, minimo storico) e gli ordini di beni durevoli (-3,3%) di ottobre. Dal fronte europeo decisamente tonico il tedesco Ifo, salito a 109,3.

Intanto dopo il downgrade di Standard & Poor’s, che nella notte ha abbassato di un livello il rating sul debito irlandese da AA- ad A per quanto riguarda il lungo termine e da A-1+ ad A-1 sul breve, l’esecutivo di Dublino ha presentato il Piano di austerità quadriennale che tramite il taglio di un quinto delle spese ed un incremento delle tasse dovrebbe portare il deficit dal 12% di quest’anno (32% calcolando anche i salvataggi bancari) al 3% della ricchezza prodotta entro la fine del 2014.

Il Piano prevede un taglio dei dipendenti pubblici, un graduale aumento dell’imposta sul valore aggiunto, incrementi delle imposte sul reddito per 1,9 miliardi e tagli al welfare per 2,8 miliardi. Il salario minimo è destinato a scendere di 1 euro a 7,65 euro/ora. Le spese correnti subiranno un taglio di 7 mld di euro e gli investimenti scenderanno di 3 mld di euro. Stabile al 12,5% la corporate tax. In totale, il Piano è destinato a generare entrate extra per 15 mld entro il 2014. Il governo si attende che l’ex Tigre celtica nei prossimi 4 anni cresca del 2,7% annuo. Questo rappresenta uno dei punti più controversi per gli analisti, che non ritengono credibile un simile ritmo di crescita in presenza di misure così stringenti.

Tornando al valutario, il dollaro scambia a 83,370 yen. Beauchamp sottolinea che “la valuta giapponese aveva inizialmente sofferto degli scontri registrati nella penisola coreana, anche se le azioni intraprese per riportare la situazione alla normalità hanno effettivamente funzionato”. Perde terreno contro dollaro anche la sterlina, che vede il cable scendere a 1,5786 dollari. L’economia inglese è cresciuta dello 0,8% nel periodo luglio-settembre, in linea con le aspettative ma l’analista di IG Makerts sottolinea come “i funzionari inglesi continuino a tenere sotto osservazione i problemi dell’eurozona, che potrebbero influenzare l’economia inglese”.