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C. Beauchamp: la soluzione della questione irlandese interromperebbe l’effetto contagio

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Le notizie in arrivo dall’Irlanda ed i dati macro statunitensi confermano la buona intonazione degli indici e rafforzano l’appetito per il rischio degli investitori. Per quanto riguarda l’Eurozona, il ministro delle finanze irlandese, Brian Lenihan, nel corso dell’audizione in Parlamento, ha annunciato che “Dublino potrebbe chiedere interventi di assistenza finanziaria per le banche”. Indicazioni simili dal governatore della Banca centrale, Patrick Honohan, secondo il quale “l’Irlanda sta per accettare un prestito dalla Unione europea e dal Fondo Monetario internazionale che potrebbe ammontare a decine di miliardi di euro”.

Come rileva Christopher Beauchamp, analista di IG Markets, “un accordo in questa fase delicata della crisi indica che non saranno contagiate le altre regioni dell’Eurozona, quali Portogallo e Spagna”. Dal fronte macro statunitense sono arrivate indicazioni migliori delle attese dalle nuove richieste di sussidio, salite a 439 mila, e dall’indice Philadelphia Fed, balzato da 1 a 22,5 punti a novembre. In linea con i pronostici invece il +0,5% registrato dal superindice di ottobre.

L’euro-dollaro sta ritracciando i guadagni (massimo a 1,3667) ed in questo momento scambia in rialzo dello 0,2% a 1,3587; più stabile il cross con lo yen a 113,69 (+0,9%). I dati macro stanno permettendo al biglietto verde di ampliare i guadagni contro la divisa giapponese, con l’incrocio tra le due valute che in questo momento quota 83,650 yen.

Guadagna terreno anche la sterlina, che si porta a 1,5990 dollari ed a 0,8497 nel cross con la moneta unica. Questa mattina sono arrivate indicazioni contrastanti dall’economia britannica. Da un lato il +0,5% mensile messo a segno dalle vendite al dettaglio di ottobre, di 10 punti base sopra le stime, ed i -15 punti dell’indice relativo la fiducia nel manifatturiero redatto dalla Cbi, la Confindustria britannica, dall’altro l’incremento del deficit di bilancio, che ad ottobre è risultato pari a 9,8 mld di sterline, dai -9,4 mld di sterline di un anno fa.