C. Beauchamp: la situazione geopolitica non sembra migliorare, il greggio è destinato a crescere ancora

Inviato da Luca Fiore il Ven, 25/02/2011 - 15:18

Le tensioni in Libia spingono il prezzo del petrolio ai massimi da due anni e mezzo. La Libia rappresenta il terzo più grande produttore di petrolio dell'Africa ed il caos che regna nel Paese ha spinto il light sopra quota 102 dollari il barile ed il brent in area 117 dollari. Nonostante l'ascesa delle quotazioni sia stata rallentata dalla disponibilità dell'Arabia Saudita e di altri paesi Opec ad incrementare la produzione, Christopher Beauchamp nel Commodities Update di IG Markets pronostica ulteriori incrementi delle quotazioni, "dal momento che Gheddafi sembra determinato ad aggrapparsi al potere ed anche nei Paesi limitrofi la situazione sta peggiorando".

In calo invece nel corso dell'ultima settimana le quotazioni del grano. I prezzi hanno beneficiato dell'allentamento alle restrizioni all'export da parte dell'India. Il ministro Sharad Pawar mercoledì ha dichiarato che il subcontinente è pronto a riprendere l'esportazione di grano e altri prodotti agricoli. Nonostante la produzione indiana, terza a livello mondiale, quest'anno sia attesa in crescita del 3,9%, secondo l'International Grains Council l'output globale si attesterà a 647 milioni di tonnellate, -4,6% rispetto ai 678 milioni dello scorso anno. La situazione è però destinata a cambiare. Secondo l'IGC nel 2011 le coltivazioni registreranno un incremento del 3,1%, con la produzione destinata a crescere a 670 milioni di tonnellate.

Fattori che secondo l'analista David Choe di IG Markets, "sono destinati a spingere il prezzo del grano verso il basso nel medio termine, a condizione che cessino le piogge in Cina e che l'India ritorni ad esportare il suo grano". Un altro fattore ribassista secondo Choe potrebbe essere rappresentato dall'allargamento del fronte della crisi al Medio Oriente, che "nel minare la propensione al rischio potrebbe spingere gli investitori a spostarsi su asset considerati più sicuri".

Tra questi troviamo l'argento, che nelle ultime sedute è salito di quasi il 10% in quota 33 dollari l'oncia a livelli che non si vedevano dal 1980. Anche a febbraio l'argento ha sovraperformato l'oro, con il primo che ha registrato un +21% ed il secondo che ha messo a segno un +6%.
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