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C. Beauchamp: riflettori puntati sui dettagli del quantitative easing targato Fed

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Dopo i guadagni della prima parte di settimana, il dollaro è stato indebolito prima dalle voci sul presunto importo del quantitative easing (100 mln/mese?) e poi dalle dichiarazioni del Segretario al Tesoro Geithner, secondo il quale “le principali valute ora sono più o meno in linea”. Oggi, dopo essersi riportato in area 1,3970 a seguito della pubblicazione del dato relativo le nuove richieste di sussidio, scese più delle attese a 452 mila, il cross euro/dollaro è tornato sopra quota 1,4 ed in questo momento scambia a 1,4017.

La moneta unica può anche beneficiare delle indicazioni migliori delle attese arrivate dall’indice che misura l’umore dei direttori degli acquisti, salito a 54,1 punti nella versione relativa il comparto manifatturiero. Christopher Beauchamp di IG Markets rileva che il dato “indica una ripresa costante del settore manifatturiero, con le imprese ancora in grado di trovare mercati per i prodotti sia in patria che all’estero”.

Il dollaro è tornato nei ranghi anche nei confronti della moneta nipponica, con il cambio che si attesta a 81,090. Nonostante le dichiarazioni in arrivo dalle autorità giapponesi, che si dicono pronte ad intervenire, secondo Beauchamp è “improbabile che i burocrati prestino molta attenzione ai mercati valutari, scegliendo invece di concentrarsi sul quando, quanto, e per quanto tempo gli Stati Uniti si impegneranno in quantitative easing”.

La sterlina questa mattina ha toccato il minimo da sei mesi contro euro poiché se la moneta unica ha potuto beneficiare del Pmi, sulla sterlina pesa il possibile nuovo round di allentamento quantitativo da parte della BoE. Non solo. Questa mattina la moneta d’Oltremanica è risultata penalizzata anche dal calo dello 0,2% messo a segno dalle vendite al dettaglio.

Beauchamp rileva che le “aspettative di un ulteriore QE sono state alimentate anche da Spencer Dale, membro del comitato di politica monetaria, che ha detto che l’incertezza sull’inflazione e la velocità della ripresa economica hanno fatto sì che i responsabili politici debbano modificare il loro parere a seconda di come cambiano le circostanze. Alla luce del verbale del MPC di ieri, i suoi commenti sono stati interpretati come un segno che un altro membro del comitato stia appoggiando la posizione assunta da Adam Posen”.