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C. Beauchamp: la propensione al rischio dovrebbe supportare i prezzi del palladio

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Settimana positiva per le materie prime. Lo statunitense Wti con un rialzo di circa 7 punti percentuali si è portato a 93,5 dollari il barile in scia delle indicazioni positive arrivate dal summit Ue. “Il greggio ha beneficiato delle misure prese per porre fine alla crisi del debito sovrano della Zona Euro, che minacciava di rallentare la crescita economica e frenare la domanda di materie prime”, ha detto Jana Pristovsek nel consueto Commodities Update di IG Markets. “Gli investitori -continua l’analista- sono inoltre ottimisti su un incremento della domanda statunitense”.

Settimana decisamente positiva anche per i prezzi del Palladio, saliti di quasi il 15% a 669 dollari l’oncia. “Nonostante -rileva Christopher Beauchamp di IG Markets- qualche difficoltà nel mese di settembre e ottobre, la solidità dei fondamentali di questa commodity ha spinto i prezzi, che hanno beneficiato anche delle indicazioni macro in arrivo dalla Cina”. Il metallo ha inoltre capitalizzato l’aumento del prezzo dell’oro “che ha portato gli operatori a cercare alternative”. Secondo Beauchamp “la propensione al rischio dovrebbe supportare il palladio nel breve termine”.

Sostanziale parità invece per il frumento. Dopo le indicazioni ribassiste legate alla notizia che l’Egitto, il più grande importatore mondiale di questa commodity, ha acquistato 120.000 tonnellate di grano russo, evitando di rifornirsi dagli Stati Uniti, un supporto alle quotazioni è arrivato dalle condizioni meteo in Stati Uniti e Ucraina, che potrebbero danneggiare i raccolti invernali. “Queste voci -secondo Anthony Grech- dovrebbero continuare a sostenere i prezzi nel breve termine”. In questo momento le quotazioni si attestano a 6,53 dollari per bushel.