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C. Beauchamp: petrolio, attenzione alle notizie in arrivo dall’Arabia Saudita

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Prezzo del greggio sempre sotto i riflettori. Nell’ultima settimana il brent si è portato di poco sotto i 118 dollari il barile mentre il light quota in area 103 dollari. I prezzi sono stati spinti al rialzo dal nervosismo generalizzato dei listini e dalla crisi in Medio Oriente e Nord Africa. Le quotazioni ieri hanno registrato una contrazione in scia della disponibilità di Gheddafi a discutere un piano di pace avanzato dal presidente venezuelano Hugo Chavez.

Christopher Beauchamp nel Commodities Update di IG Markets rileva che “finché il colonnello Gheddafi continuerà a restare aggrappato al potere, le tensioni geopolitiche continueranno a guidare il prezzo del greggio”. All’orizzonte c’è anche un possibile nuovo focolaio in Arabia Saudita. Oltre un centinaio tra uomini d’affari e accademici negli ultimi giorni hanno consegnato una lettera al re Abdullah per chiedere ulteriori riforme. Per Beauchamp “gli incrementi delle quotazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni sarebbero ben poco cosa rispetto ad un shock provocato da un calo della produzione saudita”.

Dal fronte metalli preziosi, nuovi record per l’oro, salito sopra i 1.440 dollari l’oncia. Anthony Grech da IG Markets sottolinea che sull’oro “si conferma la view rialzista, visto che la crisi in Medio Oriente spingendo al rialzo i prodotti petroliferi potrebbe portare ad un aumento dell’inflazione globale”. “Un calo temporaneo delle quotazioni -secondo Grech – potrebbe essere provocato solo dall’allentamento delle tensioni in Libia, ed un eventuale fase ribassista riporterebbe il metallo prezioso verso quota 1.410 l’oncia, la media mobile esponenziale a 14 giorni”.

Chiudiamo con le quotazioni del cotone, del quale si occupa David Choe. Questa settimana il cotone ha fatto segnare nuovi record storici arrivando a superare i 213 centesimi per libbra. I nuovi record sono attribuibili al calo della produzione cinese, che nel 2010 ha visto l’output scendere del 6,3% ed alle indicazioni della Cotton Incorporated, secondo cui tutto il cotone 2010/2011 è già stato tutto prenotato.

Per l’analista di IG Markets “si tratta di una notizia destinata a sostenere i prezzi fino al prossimo raccolto in settembre/ottobre”. Indicazioni ribassiste arrivano dai dati sulla superficie coltivata, dato che le attuali quotazioni sono destinate ad incrementare la produzione. Il National Cotton Council stima un incremento del 14% per le piantagioni nel 2011.

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