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C. Beauchamp: le persone si rivolgono a beni materiali al posto delle valute

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Nel consueto Commodities Update, Anthony Grech di IG Markets rileva come i nuovi record dell’oro in quota 1.364 dollari l’oncia sono da attribuire alle “speculazioni su un ulteriore allentamento monetario, che hanno indebolito il dollaro statunitense spingendo gli investitori a diversificare puntando sul metallo, considerato bene rifugio, per proteggere le loro risorse contro il deprezzamento della valuta”. Gli upgrade dei Broker e l’acquisto fisico da parte di Exchange Traded Funds (ETF) hanno contribuito al rally.

Grech sottolinea come Mari Kooi, l’amministratore delegato di Wolf Asset Management International, ha detto di aspettarsi che il prezzo dell’oro aumenti del 64% a 2.200 dollari, in seguito ad un calo del 20% del dollaro. Al tempo stesso, un sondaggio condotto da Bloomberg segnala che gli asset di oro nei prodotti Exchange-traded sono aumentati di 0,6 tonnellate metriche arrivando il 5 ottobre a 2094,9 tonnellate. Il World Gold Council, rileva Grech, ha indicato che ad agosto la domanda di investimenti per l’oro in India è più che triplicata, arrivando a 92,5 tonnellate nel semestre chiuso il 30 giugno, rispetto alle 25,4 tonnellate di un anno fa

Decisamente tonico anche il rame, che ha superato il massimo degli ultimi 27 mesi, raggiungendo oggi 3,75 dollari nel corso della mattina. Christopher Beauchamp di IG Markets sottolinea che “mentre il dollaro ha toccato il minimo degli ultimi otto mesi contro l’euro, l’interesse degli investitori in materie prime come il rame è rinato, dato che le persone si rivolgono a beni materiali al posto delle valute”. Secondo l’analista in combinazione con il dollaro americano debole, “la domanda delle economie emergenti non mostra segni di cedimento”; Barclays Capital ha osservato che “la forza delle economie emergenti, la loro quota di mercato in aumento e il potenziale di crescita ancora enorme” spingono il rame verso l’alto.

Beauchamp evidenzia che “le scorte di rame al London Metals Exchange sono aumentate di 25 tonnellate mercoledì arrivando a 374.125 tonnellate, ma l’inventario è sceso del 17% complessivo nel terzo trimestre e punta al suo primo calo annuale dal 2004, un segno di crescente e alta domanda fisica di rame”.
Chiudiamo con il gas, del quale si occupa David Choe. Nel corso della settimana il gas naturale ha registrato una delle peggiori performance l’anno scorso a causa di problemi dei fondamentali. Secondo l’EIA, l’attuale offerta di gas naturale è aumentata di 74 miliardi di piedi cubi il 30 settembre rispetto alla settimana prima. Choe sottolinea come “i progressi nei metodi di estrazione del gas non convenzionale in questi ultimi anni significano ulteriore offerta che si aggiunge all’eccesso attuale”.