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C. Beauchamp: i fondamentali ed il calo del dollaro spingono al rialzo le materie prime

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Dopo i massimi a ridosso di 114 dollari il barile toccati mercoledì, le quotazioni del greggio hanno risentito dei dati statunitensi su scorte settimanali, salite di 6,16 mln di barili contro un consenso di +0,8 milioni, e crescita economica del primo trimestre. Secondo la stima flash nei primi tre mesi l’economia Usa è cresciuta a un ritmo annualizzato dell’1,8%, dal +3,1% nel quarto trimestre.

Indicazioni negative sono arrivate anche dalla Federal Reserve, che ha rivisto le stime di crescita del Pil 2011 al 3,1-3,3% dal 3,4-3,9%. Anthony Grech nel Commodities Update di IG Markets rileva come “l’andamento dell’economia statunitense non è di buon auspicio per il greggio” anche se “i disordini in Medio Oriente e Nord Africa potrebbero continuare a sostenere il greggio”.

Settimana di guadagni anche per l’argento, che nelle ultime 5 sedute ha registrato un rialzo del 5,58% e che in questo momento vede il future con consegna giugno scambiare a 48,6 dollari l’oncia. Per l’oro dei poveri si è trattato di una settimana altamente volatile in cui le quotazioni sono state spinte in area 44 dollari dall’incremento dei margini sui futures deciso dal Comex. Le indicazioni arrivate dalla Fed indebolendo il biglietto verde hanno però dato nuovo slancio alle quotazioni riportandole in quota 50 dollari l’oncia.

E chiudiamo con il caffè, i cui prezzi ieri sono saliti sopra i 3 dollari per libbra per la prima volta dal 1977. Le quotazioni stanno capitalizzando le scorte ai minimi da 50 anni e l’arrivo dell’inverno nell’emisfero sud. Non solo. Le indicazioni arrivate dai raccolti in Colombia e Messico sono state particolarmente deludenti. “La situazione del caffè è simile a quella di altre materie prime; le scorte limitate o un deficit di approvvigionamento si combinano con un dollaro in declino che crea una maggiore domanda e spinge i prezzi verso l’alto”, ha commentato Christopher Beauchamp, analista di IG Markets.