C. Beauchamp: il dollaro paga le indiscrezioni sul quantitative easing 2

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Dopo una mattinata all’insegna della debolezza, con la moneta unica influenzata dalle indicazioni arrivate dai prezzi alla produzione tedeschi di agosto (invariati ad agosto contro un consenso dello 0,3%), ed un momentaneo rialzo dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense, il cambio euro/dollaro in questo momento scambia nei pressi dei minimi di seduta (1,3040) a 1,3050.

L’inflazione statunitense ad agosto ha fatto registrare un rialzo in linea con le attese dello 0,3%, mentre il dato depurato delle componenti più volatili non ha fatto segnare variazioni, contro il +0,1% m/m del consenso.

“La prospettiva di un nuovo allentamento monetario da parte della Federal Reserve sta indebolendo il dollaro, secondo Goldman Sachs la Fed acquisterà bond per far abbassare i costi per prendere a prestito il denaro”, rileva Chris Beauchamp, analista di IG Markets.

Nella prima parte di seduta la sterlina ha raggiunto i massimi da un mese contro dollaro a 1,5728 poiché, come sottolinea Beauchamp, “ha potuto beneficiare dell’ottimismo sull’andamento della ripresa globale”. Anche il cable, il cambio sterlina/dollaro ha risentito del dato sull’inflazione, scambiando in questo momento a 1,5629.

In crescita anche il dollaro australiano, che guadagna lo 0,7% nel cambio con il biglietto verde (aud/usd a 0,9414) in scia delle anticipazioni riguardanti una prossimo incremento dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia. Ma, come rileva Beauchamp, l’aussie “si avvantaggia anche delle quotazioni dell’oro e del miglioramento delle stime per l’economia cinese ” (primo partner commerciale dell’Australia). Secondo l’ufficio di statistica di Pechino quest’anno la crescita dovrebbe attestarsi al 10% e l’inflazione rimanere circoscritta al 3%.