C. Beauchamp: il dollaro australiano beneficia delle ripercussioni del QE sulle materie prime

Inviato da Luca Fiore il Gio, 14/10/2010 - 16:06
Dopo essersi portato nuovamente sopra quota-1,41 poco prima della pubblicazione dei dati macro statunitensi, il cambio euro-dollaro ha ritracciato parte dei guadagni ed in questo momento scambia a 1,4068. Arrivati gli indici relativi la crescita a 46,3 mld messa a segno dal deficit della bilancia commerciale ad agosto, le 462 mila nuove richieste di sussidio (consenso 445 mila) ed il +0,4% mensile, contro il +0,1% del consenso, registrato dai prezzi alla produzione a settembre.

È proprio questo dato che sta favorendo il recupero del biglietto verde. Se ad una crescita del Ppi superiore alle attese domani si dovesse accompagnare un andamento analogo dell'inflazione, le argomentazioni di chi spinge per nuovo allentamento quantitativo risulterebbero quantomeno indebolite.

Come segnala Christopher Beauchamp di IG Markets a sostenere la moneta unica nella prima parte di seduta (euro/dollaro ai massimi da 8 mesi) era stata anche la revisione delle stime di crescita tedesche per il 2010 ed il 2011. Per l'anno in corso la crescita prevista è salita dall'1,5 al 3,5% mentre nel 2011 il Pil dovrebbe aumentare di una percentuale compresa tra l'1,4 ed il 2%.

Ai massimi da 28 anni contro dollaro Usa la divisa australiana, con il cross vicino alla parità. Beauchamp sottolinea che l'incrocio aud/usd, che quota 0,9936, è spinto al rialzo da un lato dalle attese di nuove misure di quantitative easing da parte della Fed e dall'altro dalle ripercussioni che l'immissione di nuova liquidità avrebbe sulle materie prime (fondamentali per l'economia australiana).

Per quanto riguarda infine la sterlina, il cable (gbp/usd, 1,5980) beneficia dalle dichiarazioni di Andrew Sentence, membro del board della Bank of England conosciuto per le sue posizioni da "falco". Sentence ha rilevato che il calo record di prezzi delle abitazioni (-3,6%) misurato dall'indice Halifax evidenzia tutta la volatilità della situazione economica del Regno Unito; Sentence ha poi rinnovato il suo invito alla Bank of England ad aumentare il costo del denaro che a livelli così bassi mette a rischio la stessa credibilità della BoE. Anche se la posizione di Sentence sembrerebbe essere isolata, l'analista di IG Markets sottolinea che "qualsiasi decisione sull'allentamento quantitativo sarà presa tenendo in forte considerazione l'andamento dell'inflazione, che resta abbondantemente al di sopra rispetto ai target BoE".
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