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C. Beauchamp: la BoE vede l’inflazione sopra il 2% anche nel 2011, deluse le “colombe”

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Dopo tre giorni di perdite, l’euro rispedisce il biglietto verde a 1,3700. Dopo la Grecia, che ieri ha collocato titoli a 26 settimane per 300 milioni ad un tasso del 4,82% (dal 4,54% precedente), oggi il Ministero del Tesoro portoghese ha piazzato 1,24 mld di euro in titoli, di cui 556 mln a 6 anni al 6,156% (dal 4,371% precedente) e 686 mln a 10 anni al 6,806% (dal 6,242%). Nonostante la crescita dei rendimenti le aste hanno dimostrato la capacità dei due Paesi di rivolgersi al mercato.

Se da un lato in Europa si tira un sospiro di sollievo, il dollaro è appesantito da un report di Danske Bank, secondo cui la divergenza tra la politica monetaria della Fed e della Banca centrale europea continuerà. View simile per Bank of America, che ritiene che nel quarto trimestre il biglietto verde risentirà dell’attuazione pratica del QE2.

Sempre dagli Stati Uniti, migliori delle attese i dati macro. Le nuove richieste di sussidio hanno evidenziato un calo a 435 mila unità, contro le 450 mila attese, il deficit della bilancia commerciale si è portato a 44 mld a settembre (consenso -45 mld) e le richieste settimanali di mutui hanno messo a segno una crescita del 5,8%.

Il biglietto verde perde terreno anche contro la sterlina (gbpusd a 1,6029) dopo la pubblicazione della relazione trimestrale sull’andamento dell’inflazione in Gran Bretagna. Secondo la Bank of England la crescita dei prezzi dovrebbe restare sopra il 2% anche nel 2011 (+3,1% attualmente), a causa dell’aumento dell’Iva e dei prezzi dei prodotti importati. La BoE rileva che esiste anche la possibilità che il dato registri una contrazione a causa “della capacità produttiva inutilizzata”.

La BoE ha comunque detto che vista l’incertezza attuale il comitato di politica monetaria è pronto a intervenire sia in senso espansivo che restrittivo. Come rileva Christopher Beauchamp, analista di IG Markets, “gli investitori che avevano sperato che la relazione potesse fornire conferme alla politica di allentamento monetario, sono rimasti delusi”.