Buzzi Unicem: quest’anno atteso il riscatto dopo un 2016 sottotono, grazie a cambi e mercato Usa

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All’indomani dei conti del 2016 il titolo tiene in Borsa. I primi tre mesi dell’anno sono stati abbastanza flat (+3,6% circa da inizio anno) per il colosso dell’industria cementifera italiana eppure il titolo rispetto ad un anno fa vale il 53,5% circa in più.

Il gruppo cementifero ha chiuso il 2016 con un utile netto di 148,7 milioni di euro, in rialzo del 16,1% rispetto al 2015. Il margine operativo lordo è salito del 16,4% a 550,6 milioni, quando il fatturato è cresciuto dello 0,3% a 2.669,3 milioni, confermando quando comunicato a livello preliminare.

A livello patrimoniale l’indebitamento netto a fine 2016 ammonta a 942 milioni di euro, in calo di 88 milioni rispetto al 31 dicembre 2015, dopo investimenti per 236 milioni, di cui 77 milioni per progetti di espansione. Il Cda proporrà ai soci un dividendo di 10 centesimi per azione ordinaria e di risparmio, in crescita rispetto ai 7,5 centesimi nel 2015 per entrambe le categorie.

Per l’anno in corso il management ha formulato previsioni ottimistiche sugli sviluppi del mercato americano, sul quale ci si aspetta un livello di redditività in crescita. In Italia l’andamento economico sarà condizionato dalla domanda ancora fiacca e dalla risalita dell’inflazione di settore.
Sul mercato americano si focalizzano anche gli analisti finanziari. Mediobanca Securities, che rimane Neutral con target price a 23,5 euro perché “i risultati netti sono stati inferiori alle stime”, fa però notare che “il tono della conference call con il management è stato positivo in particolar modo per quanto concerne il mercato Usa”.

Più convinti dalle parti di Banca Akros dove viene alzata la valutazione sul fair value a 28 euro perché “i risultati 2017 godranno di una domanda più forte negli Usa e di un rublo in rafforzamento sul fronte russo”.

A livello di guidance 2017 dunque, Buzzi Unicem stima che a livello consolidato il margine operativo lordo ricorrente dell’intero 2017 (Ebitda) possa esprimere una variazione favorevole rispetto all’esercizio precedente compresa tra il 5% e il 10%.