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Bund, uno short contro la paura

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Indubbiamente le tensioni sul fronte della sostenibilità del debito sovrano dei Paesi periferici dell’Eurozona e la debolezza dei mercati azionari continentali hanno favorito negli ultimi mesi la costante cavalcata rialzista del Bund. Dai minimi intraday dell’11 aprile, quando il decennale tedesco aveva toccato un low a 119,86, ai massimi del 23 settembre a 139,19, il rally è stato del 16,13%. Dallo scorso 1 settembre le quotazioni del titolo obbligazionario sono state caratterizzate da una fase di lateralità, continuando a scambiare all’interno del trading range compreso tra i supporti di area 135 e le resistenze poste a 138,80/139,20. Quello che fa propendere per una possibile inversione, almeno di breve/medio termine, del trend rialzista è innanzitutto l’analisi dei volumi: se il top del 6 settembre era stato raggiunto con volumi sostenuti, i successivi massimi relativi del 23 settembre e del 4 ottobre hanno invece visto volumi in calo. Considerando che tra un top e l’altro il Bund ha testato due volte, il 15 e 28 settembre, i supporti di area 135, quella in atto appare come una tipica fase distributiva. Da un punto di vista tecnico quello che si verrebbe a creare al cedimento della soglia di supporto è un triplo massimo, figura di inversione del trend ascendente. Partendo dal presupposto che le quotazioni sono al momento nella parte alta del trading range è dunque possibile implementare una strategia short dal limitato rischio rispetto al potenziale guadagno. In base alle considerazioni sviluppate nell’analisi, vendite di Bund a 137,85 prevedono lo stop a 139,50 mentre hanno come target intermedio 135,12 e finale 130,90, obiettivo ottenuto estendendo al ribasso l’ampiezza del triplo massimo menzionato in precedenza.

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