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Bulgari torna in rosso, il titolo sprofonda a Piazza Affari

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Ritorno sotto la linea di galleggiamento per i conti di Bulgari negli ultimi tre mesi del 2009. Dopo essere tornata al profitto nel terzo trimestre, il gruppo romano del lusso ha registrato un rosso di 13,6 milioni di euro per effetto di oneri di ristrutturazione per quasi 30 milioni. Le vendite si sono così abbattute sul titolo fin dall’apertura di Piazza Affari. Nei primi scambi il titolo non è riuscito a far prezzo per eccesso di ribasso, per aprire successivamente in calo di oltre sette punti percentuali e mostrare nel momento in cui si scrive una flessione del 7,81% a 5,78 euro.


Hanno contributo al sell-off anche i giudizi negativi emessi stamane da alcuni broker:  Jp Morgan ha tagliato il target price sul titolo da 5,80 a 5,50 euro con rating neutral, mentre Citi ha ridotto il prezzo obiettivo da 4,60 a 4,10 euro con raccomandazione sell.

Bulgari ha chiuso il 2009 con un fatturato consolidato pari a 926,6 milioni di euro, rispetto ai 1.075,4 milioni del 2008 (-13,8% a cambi correnti e -18,1% a cambi comparabili). Il margine operativo lordo (indicativo della redditività della gestione caratteristica), prima dei costi legati alla ristrutturazione è risultato pari a 82,4 milioni contro 164,9 milioni nel 2008 (-50%). L’utile operativo prima dei costi legati alla ristrutturazione è risultato pari a 17,1 milioni contro 111,0 milioni nel 2008 (-84,6%). L’ammontare dei costi straordinari e non ricorrenti legati al processo di ristrutturazione nel 2009 è stato pari a 37,0 milioni. Il risultato netto, infine, ha registrato una perdita di 47,1 milioni rispetto all’utile di 82,9 milioni  nel 2008. L’indebitamento finanziario netto del gruppo al 31 dicembre 2009 è pari a 216,8 milioni rispetto ai 303,6 milioni di fine 2008, con una riduzione del 29 per cento.


Nell’anno, tutte le categorie merceologiche hanno registrato una flessione delle vendite: la gioielleria è calata del 14,4%, gli orologi del 24,5%, i profumi del 14,9% e gli accessori del 27,2%. Per quanto riguarda le aree geografiche, l’Europa ha registrato una flessione del 16,7% e l’America del 31,6%, mentre l’Asia ha registrato un calo del 18,8%: a fronte del Giappone in diminuzione del 33,9%, il resto dell’Asia è risultato sostanzialmente stabile (-0,1%). Il Medio Oriente/Altro ha registrato un incremento del 12,2% a cambi correnti.


Sulla base delle prime indicazioni del mercato e dei lanci di prodotto già avviate e che si succederanno nel corso dell’anno, Francesco Trapani, amministratore delegato del gruppo ha detto di ritenere ragionevole aspettarsi per il 2010 una crescita del fatturato a cambi comparabili “mid single digit”, ossia oscillante attorno al 5%, mentre per il margine di contribuzione è attesa una crescita e intorno al 63 per cento.” Per quanto riguarda il 2010 – ha detto ancora Trapani – i primi due mesi hanno registrato un incremento “high single digit” (tra il 5 e il 10%, ndr) del fatturato grazie al contributo positivo di tutti i canali e di tutte le categorie di prodotto; a fronte di un mercato europeo ancora debole e di un mercato giapponese sostanzialmente stabile, si è riscontrato, invece, un andamento molto positivo negli Stati Uniti, in Corea del Sud e nel mercato cinese (Cina continentale, Taiwan, Hong Kong, Macau).”Il gruppo – ha concluso l’a.d. – proseguirà con disciplina il suo impegno sul fronte dell’efficienza continuando tuttavia ad investire per poter cogliere le opportunità di crescita offerte dal mercato”.