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La bufera immobiliare travolge IndiMac, Fed e Sec in soccorso di Fannie Mae e Freddie Mac

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Chi pensava lo scorso marzo che il peggio della crisi finanziaria innescata dal dissesto subprime fosse passato deve ricredersi. La bufera immobiliare e la crisi del credito non accennano a calmarsi. IndyMac Bank, una cassa di risparmio con 32 miliardi di dollari di asset e 19 miliardi in depositi, è diventata da ieri la principale banca degli Stati Uniti travolta da crisi negli ultimi vent’anni.


L’istituto che ha sede a Pasadena in California ha dichiarato bancarotta e le autorità americane ne hanno assunto il controllo. Si tratta del terzo più grande fallimento bancario nella storia degli Stati Uniti,che suona come un avvertimento per tutti, governo, mercati e risparmiatori, sul futuro.

 

Da qui ripartiranno le Borse oggi. E nei prossimi mesi quei timori sulle svalutazioni in arrivo e tracolli che hanno accompagnato in sottofondo le sedute delle Borse di mezzo mondo sono da oggi qualcosa di più di mere ipotesi da Cassandre. A dipingere il quadro a tinte scure sono anche le difficoltà in cui versano i due colossi dell’immobiliare di Oltreoceano, Fannie Mae e Freddie Mac. Il Tesoro Usa e la Federal Reserve hanno annunciato, nella notte fra domenica e lunedì, misure per sostenere le due società che garantiscono circa la metà dei mutui immobiliari americani.

 

Intervenendo in vista della vendita di titoli a breve per 3 miliardi di dollari targati Freddie Mac, in calendario oggi, le autorità statunitensi hanno illustrato una serie di misure, che spaziano dai prestiti all’acquisto di titoli, per rendere chiaro che il ruolo delle due società, pivot del sistema finanziario legato al settore immobiliari, viene confermato, ma che Fannie e Freddie resteranno private. Freddie Mae e Fannie Mac hanno perso nel corso dell’ultima settimana circa il 50%. Ed è difficile credere che il tracollo possa arginarsi oggi.