Budget Ue: niente accordo, oggi nuovo tentativo. Monti: passi avanti, ma dobbiamo valutare

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 23/11/2012 - 09:02
Si è conclusa con un nulla di fatto la prima giornata del summit straordinario a Bruxelles tra i leader dei 27 Paesi dell'Unione Europea chiamati a trovare un accordo sul budget comunitario per il periodo 2014-2020. Il vertice è iniziato a tarda sera per concludersi verso le 2 di notte con l'aggiornamento ad oggi visto che le posizioni appaiono ancora molto lontane. La nuova sessione di discussione che dovrebbe ripartire verso metà giornata in modo da dare il tempo necessario alle varie delegazioni di analizzare il nuovo testo di compromesso proposto dal presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy.

Il presidente francese, Francois Hollande, ha già bollato come "eccessiva" anche l'entità dei tagli previsti dalla nuova proposta di compromesso. Secondo la nuova bozza ammonterebbe a circa 17,8 miliardi di euro la riduzione delle risorse dedicate alla Politica agricola comune rispetto ai tagli per 25,5 mld della prima proposta.  La minore riduzione delle risorse per la politica agricola (e per le politiche di coesione) risulta compensata da riduzioni per i finanziamenti per innovazione, ricerca, grandi infrastrutture e politica interna. Il cancelliere tedesco Angela Merkel non ha nascosto un certo pessimismo poiché le posizioni sono ancora lontane e "c'è ancora molta strada da fare nonostante qualche progresso".


Monti: segnali di attenzione, ma se non si trova accordo subito non sarebbe un dramma
Non si è voluto sbilanciare il premier italiano Mario Monti che all'uscita dal vertice ha sottolineato i "segnali di attenzione" alle istanze italiane che sono contenute nella nuova bozza presentata da Van Rompuy. Monti ha rimarcato che l'Italia è tra i paesi favorevoli a lasciare invariato il volume totale del bilancio, mentre altri paesi vorrebbero ridurlo ulteriormente (in primo luogo la Gran Bretagna, ndr).L'Italia pertanto si riserva di valutare con la giusta attenzione i dettagli della nuova proposta ma è pronta a bocciarla nel caso la ritenesse "significativamente insoddisfacente". Il premier italiano ha concluso che se non ci sarebbe un accordo non sarebbe un dramma, "è un negoziato molto complesso, che avviene ogni sette anni, e credo non sarebbe la prima volta che non si chiuderebbe al primo tentativo anche perché è una decisione che deve essere presa all'unanimità, quindi occorre che siano d'accordo tutti i paesi".
Ieri Confindustria si è schierata con decisione a fianco della posizione presa del governo italiano rimarcando che i tagli contenuti nella prima proposta del Consiglio e sostenuti da diversi stati membri in nome di un improprio concetto di austerity destano seria preoccupazione e rischiano di compromettere il perseguimento degli obiettivi posti dal Trattato a cominciare dalla promozione della coesione economica, sociale e territoriale, della solidarietà, della ricerca, del progresso scientifico e tecnologico e della Strategia "Europa 2020". 
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