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BTp, rendimenti sulla parte lunga faticano a scendere

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Il Tesoro ha emesso Btp a 10 anni per 2,5 miliardi di euro, il massimo della forchetta offerta compresa tra i 2 e 2,5 miliardi di euro. Il rendimento si è attestato al 4,01% (dal 4,11% di un mese fa). Si tratta del valore più basso da aprile scorso e più basso rispetto al mercato secondario. La domanda è stata pari a 1,53 volte l’offerta (invariata rispetto all’asta precedente).

Risultato soddisfacente soprattutto in termini di rendimenti che si sono avvicinati alla soglia psicologica del 4%. Il calo però ha pesato sulla domanda, dato che in termini assoluti la richiesta è stata più bassa rispetto alle aste di ottobre di circa 800 mln di euro.

Vista la cancellazione delle aste di metà mese e il concambio sul Btp a 5 anni, ci si aspettava che il maggior appeal potesse permettere al Tesoro di finanziarsi con rendimenti al di sotto del 4%. Così non è stato.

Il mercato è rimasto anonimo alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore della Repubblica. Sono piuttosto le strategie di politica monetaria delle Banche centrali a dominare la scena. Se la parte a breve continua ad essere favorita dalle possibili manovre espansive della Bce, la parte più a lunga scadenza sembra riflettere tutte le incertezze legate all’avvio del tapering. I rendimenti sembrano essere piuttosto ancorati alla soglia del 4% e questo sta aumentando la pendenza della curva per scadenze.

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