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Btp Italia: la seconda emissione si chiude con ordini per 1,73 miliardi

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Chiusura di slancio per il secondo collocamento del Btp Italia, il titolo di Stato a quattro anni indicizzato all’inflazione italiana e destinato prevalentemente ad un’utenza retail. Dopo i 218,3 milioni del primo giorno, i 370,9 del secondo ed i 386,4 milioni del terzo, nel quarto ed ultimo giorno del collocamento gli ordini sono saliti a 762,8 milioni.

Il totale del secondo collocamento si attesta quindi a 1.738 milioni di euro, decisamente al di sotto dei 7,29 miliardi incassati dal Tesoro con la prima emissione. Gli analisti su questo punto sono concordi: era stata la prima emissione a registrare un andamento nettamente superiore alle attese, visto che gli 1,7 miliardi del secondo collocamento sono in linea con le stime annunciate nel caso del primo Btp Italia (1,5-2 miliardi).

Il secondo collocamento non è stato un flop
Il primo Btp Italia aveva capitalizzato l´effetto novità, visto che era la prima volta che uno strumento del genere veniva offerto direttamente ad un pubblico retail. La seconda emissione ha invece dovuto fare i conti con le tensioni che stanno caratterizzando l’attuale congiuntura economica, tensioni che mettono addirittura in dubbio l’esistenza stessa della moneta unica. E la sfiducia nelle capacità della politica di dare risposte definitive alla crisi del debito potrebbe aver penalizzato in particolare la componente istituzionale (la cui domanda secondo i dealer avrebbe guidato il balzo nell’ultimo giorno di collocamento).

Bisogna inoltre calcolare che trattandosi di uno strumento prevalentemente rivolto ad un pubblico di piccoli risparmiatori la capacità di assorbimento non può essere la stessa di due mesi fa. Ed infine la domanda ha dovuto fare i conti con i riversamenti fiscali che cadono a giugno (e da quest’anno c’è anche la nuova imposta sulla casa).

Rendimento in crescita
Poco fa il Tesoro ha annunciato di aver confermato la cedola reale al 3,55%. Nel primo caso invece dal 2,25 il dato finale era salito al 2,45 per cento. Gli analisti per la prima emissione stimano una cedola al 5,5-5,6 mentre in questo caso il tasso dovrebbe attestarsi al 6,7%. Domani il Ministero del Tesoro fornirà indicazioni qualitative relative le caratteristiche della domanda.