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BTP e Ftse Mib credono in accordo di governo. Ecco le dure condizioni che chiederà il Pd ai grillini

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Massimi dal 2009 per Piazza Affari e spread ai minimi dal 2016 non lontano dal muro psicologico dei 100 punti base. Tutto in coincidenza con l’apertura al dialogo tra Pd e M5S per la formazione di una coalizione di governo e l’accantonamento dell’ipotesi di un esecutivo M5S-Lega, che rappresentava lo scenario peggiore agli occhi del mercato.

 

Martina apre a dialogo, Di Maio scarica Salvini

Questa mattina i differenziale di rendimento tra decennale italiano e quello tedesco è sceso a 110 punti base, livello più basso da aprile 2016. Ieri è arrivata l’apertura da parte del Pd, per bocca del segretario Maurizio Martina, al dialogo con il M5S se verrà posto fine a qualsiasi dialogo con la Lega. E subito dopo il leader grillino Luigi Di Maio ha dichiarato che non ci sono più le condizioni per trattare con la Lega. Permangono comunque le distanze tra i due partiti e soprattutto la ferma chiusura da parte dell’ala renziana del Pd a un’intesa di governo con i grillini.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, continuerà oggi gli incontri per valutare la possibilità di un’intesa di governo e domani riferirà al Capo dello Stato.

Secondo diversi analisti un accordo di governo che coinvolga il Pd farebbe scendere ulteriormente il differenziale Btp-Bund, con la soglia dei 100 pb ormai a portata di mano. Intanto Piazza Affari ieri ha chiuso sui nuovi massimi dal 2009, portando a +10% il saldo da inizio anno, migliore tra le maggiori Borse europee. 

 

Governo M5S-PD difficile adesso, ma potrebbe prendere quota a certe condizioni

Già domani Roberto Fico dovrà riferire al capo dello Stato e appare molto difficile un accordo in tempi così stretti. L’apertura la dialogo potrebbe però portare nelle prossime settimane a una discussione più approfondita per trovare un’intesa di governo. “Consideriamo un governo tra il M5S e il PD come una delle possibili coalizioni miste governative che potrebbero spezzare l’attuale stallo politico – argomenta Fabio Fois, economista di Barclays – ma riteniamo che potrebbe essere troppo presto perché un tale risultato si sviluppi in questa fase”.

Barclays indica due potenziali fattori scatenanti per un governo M5S-PD in questa fase: In primo luogo, il M5S accetta condizioni molto difficili dal partito PD, includendo forse un accordo per mantenere invariate le riforme approvate dal governo Renzi, un primo ministro appartenente al PD e potenzialmente riaprire l’agenda di riforme istituzionali che è stata chiusa dopo che un referendum del Senato respinto nel 2016. In secondo luogo, il presidente Mattarella dovrà usare la sua persuasione morale per negoziare un accordo tra M5S e il centro sinistra.

“Entrambe le precondizioni sembrano improbabili da concretizzare in questa fase”, taglia corto Fois che vede ancora tanti punti critici e Mattarella difficilmente interferirà con gli sforzi di mandato esplorativo di Fico. Una volta concluso, tuttavia, ci si aspetterebbe Mattarella per aumenti il suo coinvolgimento nel facilitare la formazione di un nuovo governo.