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Bsi: “Technicals (abbastanza) incoraggianti”

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“L’analisi chartistica suggerisce che il trend positivo di lungo rimane in essere. Più variegato invece è il reading da indicatori di sentiment”. Così si esprimono in un report odierno gli economisti di Bsi, Giorgio Radaelli e Simona Campioni, con riferimento ai segnali giunti recentemente circa le prospettive dei mercati azionari. Con riferimento agli indicatori di sentiment, nello studio la banca del gruppo Generali prende in esame il bull/bear e put/call ratios, l’AAII sentiment ratio, il BSI composite risk indicator e il CTFC indicator (Lehmans), per giungere a risultati non del tutto univoci. “La risposta media indica l’esistenza di protezione non-fondamentale contro downside risk per i prossimi mesi – si legge nello studio – gli indicatori più incoraggianti sono il put/call e bull-bear ratios; quello più negativo il CTFC della Lehman. Il put/call suggerisce che il livello di protezione acquisito sul mercato USA è molto elevato, per standard storici, tale da lasciar presagire un rialzo dell’S&P500. Il bull/bear ratio, attualmente a 1,43, rimane sopra i valori storicamente precedenti forti rimbalzi di borsa (a la post-Twin Towers, per intenderci). Ciò nonostante, il ratio è recentemente calato del 29.3%. Nostre analisi mostrano che in 56 episodi (post-1990) in cui il ratio ha perso comparabilmente, la borsa ha avuto una reazione del +5% circa (base mensile) entro due-tre mesi. Ovviamente, questo campione non necessariamente comprende episodi in cui le azioni siano costose, il calo di prezzo accada a primavera, i tassi siano in aumento, eccetera”. Oltre ai necessari avvertimenti circa la difficile ripetibilità della storia di borsa, vi è però anche una faccia negativa della medaglia, fanno notare da Lugano: “L’indicatore Lehmans suggerisce ulteriore downside. Esso è basato su posizioni in derivativi di borsa americana, e il grafico mostra come attualmente lascerebbe prevedere ritorni di borsa negativi per i prossimi tre mesi”.