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A Bruxelles si affilano le armi anti-contagio: Eurogruppo a consulto contro la crisi

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Senza esclusioni di colpi. Per difendere l’Europa dalle nuove avvisaglie di una nuova tempesta che ha già travolto l’Irlanda e Portogallo e che rischia di espandersi a macchia d’olio anche a Spagna, Italia, Belgio e Francia, si affilano le armi anti-contagio. A poche ore dall’avvio della riunione dell’Eurogruppo i vertici dell’Unione europea hanno fatto ieri sera nel corso di una cena informale il punto sulla crisi finanziaria, che sta mettendo a dura prova la stabilità dell’Eurozona. Alla vigilia delle riunioni di Eurogruppo ed Ecofin che si svolgeranno rispettivamente oggi e domani le istituzioni europee si sono ritrovati per ridisegnare il percorso per riportare la stabilità nel Vecchio Continente.


Il menu della serata ha previsto uno scambio di vedute sull’attuale situazione della zona euro: questo alla luce sia del via libera al piano di aiuti all’Irlanda sia della decisione della Bce di rinviare il ritiro delle misure straordinarie per sostenere il sistema bancario europeo. Obiettivo: perfezionare la risposta sistemica necessaria per fermare definitivamente la speculazione sui mercati e impostare in ogni minimo dettaglio quel meccanismo permanente che entrerà in vigore nel 2013, quando scadrà il sistema attuale, articolato attorno all’European Financial Stability Facility e che vedrà anche la partecipazione delle banche, seppur da valutare caso per caso. Una delle ipotesi emerse nei giorni scorsi è quella di un raddoppio della dotazione dell’Efsf, portandola da 440 a 880 miliardi di euro.

La Bce sarebbe d’accordo, e anche la presidenza belga della Ue. Ma tra le capitali europee Berlino sarebbe quella più restia. Non è un mistero che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, voglia far pagare il costo della crisi agli investitori, non solo più ai contribuenti. E anche di questo, si sarebbe discusso nel corso della cena bruxellese dei vertici della Ue, dopo un’attenta analisi della situazione attuale fatta alla luce delle importanti decisioni prese nel corso degli ultimi sette giorni. Decisioni che sembrano aver momentaneamente frenato il nervosismo dei mercati e allentato la pressione sui Paesi dell’Eurozona più a rischio: il via libera al piano di aiuti da 85 miliardi di euro per l’Irlanda e la decisione della Bce di rinviare il ritiro delle misure straordinarie per sostenere le banche e gli Stati in maggiori difficoltà sul fronte dei debiti sovrani. E oggi si ricomincia.


Nel corso delle riunioni il direttore generale dell’Fmi, Dominique Strauss-Khan, presenterà un rapporto sullo stato dell’economia di Eurolandia. Al di là delle previsioni che usciranno dal suo cappello, Strauss-Khan chiederà di aumentare i fondi: secondo le indiscrezioni si appresterebbe a chiedere all’Unione europea sia un aumento delle risorse del Fondo salva-Stati europeo, attualmente dotato di 750 miliardi di euro, sia un’azione più incisiva da parte della Banca centrale europea di acquistare i titoli pubblici degli Stati del’Eurozona più colpiti dalla crisi dei debiti sovrani. Da parte sua l’Fmi, che già partecipa all’attuale meccanismo anticrisi europeo, sarebbe disposta, sempre secondo l’ultimo tam tam di Borsa, a portare il suo contributo da 250 a 500 miliardi di euro.