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Bruxelles mette sotto pressione Prodi

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Il governo Prodi non è ancora nato ma l’Europa mette già fretta al futuro esecutivo ponendolo davanti ai dati sulla situazione italiana. Per il 2006, infatti, il rapporto deficit/pil del nostro Paese si attesterà al 4,1%, dunque oltre il 3,8% previsto nella Trimestrale di Cassa e ben lontano dal 3,5% su cui era imperniata la Finanziaria 2006, legge che, d’altronde, il futuro presidente del Consiglio dovrà rispettare in pieno sacrificando almeno in parte il programma elettorale. “Il problema – ha dichiarato il commissario agli Affari Economici Almunia – è attuare tutte le misure contenute nella Finanziaria 2006 e, se necessario, attuare alcune misure aggiuntive”. C’è poco spazio per ulteriori deroghe quindi, con un debito che continua la cavalcata e dovrebbe arrivare, a fine 2006, al 107,4% dal 106,4% del 2005 a fronte di una crescita che, se il governatore di Bankitalia Draghi considera positiva, si ridimensiona al confronto delle previsioni per le altre nazioni europee. Nel 2006, infatti, l’Italia crescerà dell’1,3%, e dell’1,2% nel 2007 mentre la zona euro si presenta con un +2,1% e l’Unione europea con un +2,3%.