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Bruxelles lancia un salvagente alle banche: prende corpo il piano anticrisi

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Lo spettro di un nuova Lehman Brothers dev’essere scongiurato. A ogni costo. “Nessuna banca dovrà essere così grande o interconnessa per fallire”. Con questo diktat il commissario Ue ai servizi finanziari, Michel Barnier, ha annunciato le proposte di Bruxelles per prevenire le crisi nel settore finanziario. Proposte che hanno un chiaro obiettivo: ridurre al minimo i rischi di contagio, che potrebbero portare al crollo dell’intero sistema finanziario.


Basta rimettere indietro le lancette di qualche anno per capire che la posta in gioco è alta. L’esigenza di elaborare un piano a livello europeo è maturata a seguito della drammatica esperienza vissuta col caso Lehman, quando il crac dell’istituto americano obbligò i governi a riversare miliardi di euro nel sistema bancario continentale per scongiurare un effetto domino di fallimenti bancari.

 

Il monito odierno lanciato dalla Commissione non si limita alle intenzioni, ma rieccheggia come un vero e proprio piano anticrisi che prevede l’obbligo per tutti gli istituti e le autorità di vigilanza di preparare piani per la ripresa per far fronte a gravi difficoltà di una banca e piani di risoluzione per garantire un’adeguata programmazione in vista di situazioni di stress finanziario o fallimento. Questo perché – come spiegato da Barnier – anche in futuro le banche non saranno esenti da difficoltà.

 

Secondo il commissario Ue ai servizi finanziari alcuni istituti potrebbero persino fallire e dovrebbero avere la possibilità di farlo. “Spetta però a noi garantire che il loro eventuale fallimento non faccia crollare l’intero sistema finanziario e che i relativi costi non ricadano sui contribuenti”, avverte. Per questo serve “un quadro chiaro che garantisca che le autorità in tutta Europa siano in grado di occuparsi delle banche in difficoltà e di gestire eventuali fallimenti in modo ordinato.

 

Da qui è partita la richiesta di Barnier che la nuova autorità di supervisione europea possa intervenire anche nel caso di crisi di una banca internazionale con attività in differenti paesi. Questo per evitare il ripetersi di situazioni come quella del fallimento di Fortis, quando il governo olandese si mosse per proteggere le sole attività della banca sul proprio territorio, lasciando nel caos la parte belga del gruppo. Il progetto della Commissione, che dovrà passare al vaglio dei 27 stati membri e del parlamento europeo, ha previsto inoltre che le banche siano obbligate a preparare un “testamento”, ovvero un piano chiaro per la gestione delle situazioni d’emergenza. Se questo piano anti-crisi scuoterà le coscienze e sarà in grado di mettere d’accordo tutti, diventerà un atto legislativo entro la primavera del 2011.